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Nella giornata di ieri,durante il travaglio si è verificata la morte di un
neonato a termine,  determinata dalla rottura dell’utero in una donna  che
aveva subito un precedente taglio cesareo.
La stessa ,preventivamente e debitamente informata  dai medici sui
potenziali rischi cui poteva incorrere essendo già stata cesarizzata una
volta, aveva consapevolmente optato per il parto naturale.
L’Azienda e gli operatori tutti, profondamente colpiti dal triste evento,
esprimono la loro vicinanza alla famiglia del nascituro.

COSENZA – Avevano raccomandato alla madre di procedere con un parto cesareo, ma davanti al suo rifiuto i medici hanno seguito le procedure standard. Il bimbo, però, non ce l’ha fatta. E’ successo nella giornata di giovedì e a riferirlo è una nota dell’azienda ospedaliera bruzia, nella quale viene chiarito che «durante il travaglio si è verificata la morte di un neonato a termine, determinata dalla rottura dell’utero in una donna che aveva subito un precedente taglio cesareo».

I sanitari dell’Annunziata sottolineano che la donna «preventivamente e debitamente informata dai medici sui potenziali rischi cui poteva incorrere essendo già stata cesarizzata una volta, aveva consapevolmente optato per il parto naturale». Poi sono subentrati gli sviluppi drammatici.

«L’Azienda e gli operatori tutti – è scritto nella nota – profondamente colpiti dal triste evento, esprimono la loro vicinanza alla famiglia del nascituro».

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