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«Quando gli scrivevi, sapevi che sicuramente avrebbe risposto. La sua segreteria era efficientissima e va detto, lui era sempre al lavoro». Tra quanti, in Basilicata, hanno conosciuto davvero Giulio Andreotti c’è l’ex deputato Giuseppe Molinari. 

Peppino, ultimo segretario provinciale della Democrazia cristiana di Potenza, pasava spesso dalle parti dello studio del divo, scomparso stamattina all’età di 94 anni. «Andreotti aveva lo studio in piazza San Lorenzo in Lucina: alle 7 del mattino già riceveva i cittadini. Si è  spento uno dei politici più rappresentativi, padre costituente dei cattolici democratici, a cui non può non essere dedicato un pensiero. Giulio Andreotti – racconta Molinari – aveva un forte senso delle istituzioni e dello Stato di cui è stato a lungo servitore, contribuendo con De Gasperi e Colombo alla rinascita del nostro paese e facendolo diventare la quinta potenza mondiale. Nella sua vita anche quando ha dovuto affrontare vicende giudiziarie l’ha saputo fare con dignità e grande rispetto della magistratura, uscendone a testa alta. Protagonista sin da giovanissimo della storia della democrazia in Italia, Andreotti ha saputo distinguersi come politico e come rappresentante delle istituzioni: europeista convinto seppe far valere l’Italia con una politica estera autorevole e lungimirante sempre a difesa dei valori della democrazia e della libertà». 
È fatto di alti e bassi il rapporto di Andreotti con la Basilicata. Parlava sempre bene della regione, colpito positivamente, diceva, dalla gente e dal suo paesaggio. Più complesse, invece, le relazioni politiche locali. Dopo anni di sodalizio con Emilio Colombo (con Rumor e Piccoli erano stati i fondatori della corrente dei dorotei) i rapporti politici cominciaro a prendere vie distanti dopo il 1972. Con la caduta del governo, alla presidenza del consglio, Colombo fu scalzato da Andreotti. 
«Tempo dopo – racconta un episodio Molinari – Andreotti passò da Potenza, dove era stato spostato il processo per la strage di piazza Fontana per testimoniare in aula. Lo andai a salutare a ora di pranzo, al Motel Park. Fu cordiale come sempre, poi andò via»
Un commento è arrivato anche da Cosimo Latronico (Pdl): 

“Sentimenti di riconoscenza insieme al cordoglio ed alla preghiera per una personalità che ha servito con il cuore ed una straordinaria intelligenza il bene del Paese”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Pdl).  “Scompare un politico che ha testimoniato la grazia della fede nel difficile agone politico”.
Roma, 6 maggio 2013

«Sentimenti di riconoscenza insieme al cordoglio ed alla preghiera per una personalità che ha servito con il cuore ed una straordinaria intelligenza il bene del Paese. Scompare un politico che ha testimoniato la grazia della fede nel difficile agone politico». 

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