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CATANZARO – «E’ stato appena firmato il verbale di prosecuzione del servizio legato ai rifiuti con la ditta “Ecologia oggi”. Quindi se nelle prossime ore ci sarà il via libera dei sindacati, già dai prossimi giorni dovrebbero ripartire gli impianti di “Calabria Sud”. Così facendo la stagione estiva si potrà affrontare con serenità. L’interruzione del servizio è stata causata un braccio di ferro tra Regione e società con cui abbiamo voluto difendere gli interessi della Calabria e dei calabresi», parola dell’assessore regionale all’ambiente Francesco Pugliano. Lui, che si dice soddisfatto per l’esito del braccio di ferro tra la società e l’amministrazione regione, lo afferma di fronte ad una cinquantina di sindaci venuti da tutta la Calabria anche se ha evidenziato che «il sistema potrebbe tornare a bloccarsi a causa di scogli finanziari» e ha invitato i Comuni «a fare la propria parte per garantire gli impegni presi dalla Regione con i soggetti gestori degli impianti. Conosco le difficoltà dei Comuni – ha aggiunto – ma la riscossione si è bloccata da quando è in mano alla Regione. Nei prossimi giorni continueranno ad arrivare diffide e le amministrazioni morose saranno perseguite. I fondi, 30 milioni di euro dal primo gennaio, sono in via di esaurimento e c’è bisogno di garantire entrate certe».

I sindaci sono arrivati questa mattina con la fascia tricolore alla sede del dipartimento dell’Ambiente a Catanzaro per urlare stop all’emergenza rifiuti. Da Reggio Calabria a Cosenza, da Vibo Valentia a Crotone, passando per Catanzaro, in tanti hanno risposto presente alla riunione convocata dal primo cittadino di Crotone e presidente regionale dell’Anci, Peppino Vallone. Era il grido dall’allarme di Vallone. Tanti i sindaci che però nutrono ancora forti dubbi sulla stabilità della soluzione annunciata in conferenza stampa da Pugliano. «Siamo stati tra i primi – ha detto Vallone – ad auspicare la fine del commissariamento nel settore dei rifiuti ma una fase di emergenza come questa, con l’estate alle porte e l’avvicinarsi del caldo, non può essere governata con le modalità ordinarie degli altri settori e con una burocrazia eccessiva che la Regione deve scrollarsi di dosso. Non è concepibile che, per rinnovare un contratto a una società che gestisce l’80% degli impianti pubblici calabresi, si affronti il problema il giorno della scadenza del contratto e si lascino chiusi questi impianti, di per sè già insufficienti, a causa della burocrazia e delle formalità per fare una proroga. O si entra in quest’ordine di idee e si mette mano ad atti concreti o, se prendiamo atto che non c’è una soluzione, si chiede l’aiuto della Protezione civile per risolvere la fase iniziale dell’emergenza e poi verificare se, in un secondo momento, abbiamo le capacità di proseguire da soli». L’assessore Pugliano ha ribadito la disponibilità della Regione ad un confronto costante con gli amministratori locali e ha sottolineato le difficoltà nella gestione di una situazione ancora emergenziale nonostante 16 anni di commissariamento. 

Tra gli amministratori presenti all’incontro anche il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, secondo cui «la situazione, già critica, potrebbe drammatizzarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Servono iniziative politiche e istituzionali – ha detto Speranza – adeguate alla gravità della situazione, come un Consiglio regionale sul tema allargato ai sindaci o l’interlocuzione con il Governo nazionale, perchè questo tema non può essere affrontato singolarmente»
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