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CATANZARO – C’era anche chi è uscito dall’ufficio con la barba incolta e i capelli lunghi ed è tornato, dopo qualche ora, sbarbato e con i capelli tagliati. Tutto questo durante l’orario di lavoro. Oppure le signore che, anche in gruppo, rientravano in ufficio con le buste della spesa. Anche in questo caso, nonostante dovessero essere, invece, a lavoro. Sono 95 i dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro indagati nell’ambito di una indagine dei Carabinieri del Comando provinciale del capoluogo calabrese sulla presenza nei luoghi di lavoro. Si tratta di personale in servizio al Poliambulatorio di Catanzaro Lido e di alcuni uffici dipendenti. Le indagini hanno permesso di appurare che i dipedenti pubblici si sarebbero assentati dal luogo di lavoro durante le ore di servizio. Ed in alcuni casi, grazie alla complicità dei colleghi, non sarebbero proprio andati a lavoro, nonostante risultassero presenti. Tra le persone raggiunte da un avviso di garanzia, ci sono dirigenti medici, infermieri, personale amministrativo e autisti. Tutti d’accordo, dirigenti compresi, a “saltare” qualche ora di lavoro pur di sbrigare le faccende personali.

Sono stati i carabinieri della stazione di Catanzaro Lido e della Compagnia di Catanzaro, guidata dal capitano Marco Fragassi, a smascherare la truffa. Che per i dirigenti vuol dire anche la contestazione di abuso d’ufficio per gli omessi controlli.
Grazie ad appostamenti e pedinamenti, ma anche alle riprese di tre telecamere piazzate vicino la macchinetta per timbrare i cartellini. Ed è da questi filmati che si vedono i dipendenti della struttura dell’Azienda sanitaria provinciale timbrare più cartellini contemporaneamente, oppure uscire senza fare risultare l’assenza. I reati ipotizzati, a vario titolo, dai sostituti procuratori Carlo Villani e Domenico Guarasci sono quelli di truffa e abuso d’ufficio in concorso tra loro.

Tutto questo a discapito dei servizi offerti dal Polo sanitario di Catanzaro Lido, nel plesso che gestisce in prevalenza le pratiche amministrative ma che, al suo interno ha anche ambulatori medici. Cittadini costretti a lunghe file, hanno spiegato i carabinieri, mentre i dipendenti avevano da fare all’esterno. Anche accompagnare i propri figli a scuola era una priorità rispetto al lavoro. I dettagli dell’operazione, denominata “Siesta”, sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede del Comando provinciale di Catanzaro, alla presenza del tenente Silvio Maria Ponzio, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Catanzaro, e del maresciallo Antonio Macrì, comandante della stazione di Catanzaro Lido. Le indagini sono partite nel 2008, dopo che alcuni dirigenti della struttura avevano denunciato la frequente rottura della macchinetta obliteratrice. Da qui la decisione di installare le telecamere, con i carabinieri che, in due anni, hanno registrato l’assenteismo di 95 persone, contro le 120 che lavorano nella struttura. Nelle indagini sono state 109 le posizioni valutate, ma per 95 è stata decisa l’emissione del provvedimento di conclusione delle indagini. Tantissimi i filmati a disposizione degli inquirenti, a dimostrazione di un fenomeno molto diffuso. 
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