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VIBO VALENTIA – Sanzione disciplinare della censura. E’ la ‘condanna’ inflitta dalla Sezione disciplinare del Csm al pm di Napoli, Claudia De Luca, finita davanti al ‘tribunale delle toghe’ con l’accusa di aver effettuato 65 chiamate ad un’utenza ‘899’ riferibile ad un servizio di “cartomanzia, astrologia e previsioni del Lotto” con il cellulare di servizio. I fatti risalgono al periodo compreso tra maggio e ottobre del 2003, quando De Luca svolgeva funzioni di pubblico ministero a Potenza. 

Il magistrato, per questi stessi fatti è stato sottoposto anche ad un processo penale per peculato a Catanzaro, conclusosi con l’assoluzione. Il ‘tribunale delle toghè ha evidentemente ritenuto che fosse sussistente uan responsabilità di carattere disciplinare e sanzionato il pm. Anche il sostituto pg di cassazione, Antonietta Carestia, aveva, lo scorso 7 giugno, sollecitato la sanzione della censura per il magistrato.
Le telefonate al numero ‘899’ avevano avuto come conseguenza la decisione del gestore della rete telefonica di bloccare il telefono di servizio del pm “per traffico anomalo ed esubero di spesa” causando così “pregiudizio – si legge nel capo di incolpazione – per la reperibilità del magistrato di turno”. Il pm De Luca si era difesa davanti alla Disciplinare sostenendo di non essere stata lei ad effettuare quelle telefonate.

Pochi giorni fa, nel mese di giugno, era stato rigettato dal Tribunale del Riesame di Napoli l’appello della locale Procura avverso la decisione del gip di respingere la richiesta di misura interdittiva avanzata nei confronti del magistrato Cristina De Luca, giudice del Tribunale di Vibo Valentia da poco in servizio al Tribunale di Salerno. Nessuna sospensione dalla magistratura, dunque, per il giudice De Luca nei cui confronti il Ros, nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata «Purgatorio», aveva indicato dei presunti profili di responsabilità in veste di presidente del Tribunale monocratico di Vibo Valentia per la mancata astensione in due procedimenti penali. Il fascicolo dalla Dda di Catanzaro era stato poi trasferito alla Procura di Napoli competente a giudicare i magistrati in servizio a Salerno. Anche per il Tdl, così come per il gip, l’operato del giudice De Luca è esente da responsabilità ed è da ritenersi corretto.

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