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«NON è una concessione né della Regione né dell’Eni a questi territori. C’è una legge dello Stato che prevede che nei comuni in cui si svolge attività estrattiva gli enti locali possono chiedere dei ristori per le attività che le compagnie svolgono».

E’ il commento del sindaco di Viggiano Giuseppe Alberti intervistato dal Quotidiano sull’accordo stipulato due settimane fa con Eni per quasi 5 milioni e mezzo di gas all’anno da distribuire tra i 10 comuni dell’area delle estrazioni in Val d’Agri.

Come nasce quest’accordo?

«Dalla richiesta di autorizzazione integrata ambientale che ha fatto l’Eni, la cosiddetta Aia. Per averla l’Eni ha presentato un rapporto da cui emergeva che a parità di  barili prodotti al giorno, ovvero i 104mila autorizzati nel 1998, la quantità di gas estratto passava da 3 milioni di metri cubi  a 4 milioni e 6. Ne ho scritto e ne ho parlato con il presidente De Filippo sostenendo che anche se non c’era aumento di produzione di petrolio era previsto un minimo aumento di emissioni in atmosfera. A fronte di questo perciò chiedevamo che una quota di quel gas in più prodotto dovesse restare sul territorio».

Perché allargare agli altri comuni oltre Viggiano?

«In Val d’Agri non si produce petrolio solo a Viggiano. Grumento, Montemurro, Marsicovetere, Marsico Nuovo, sono altri comuni dove avviene attività estrattiva. E’ chiaro poi che anche gli altri che sono molto vicini al Centro oli pur non avendo attività sul loro territorio un disagio lo vivono».

E la prospettiva dell’aumento di produzione di 25mila barili?

«Non c’entra niente. La trattativa che abbiamo condotto si basa sui 104mila barili al giorno. Tutto ciò che verrà dopo sarà oggetto di un’ulteriore trattativa da parte della Regione e gli enti locali interessati. Noi non abbiamo fatto nessuna valutazione circa la possibilità che ci sia un aumento di produzione».

Perché allora tanta riservatezza?

«Ma questo forse dipende dal carattere del sindaco di Viggiano e del senatore Coviello. Le comunicazioni io ce l’ho, sono state per iscritto e partono dall’avvio della trattativa. Prima di dare notizie abbiamo preferito che le cose si concludessero. “Mai dire gatto finché non ce l’hai nel sacco”».

Io però ho saputo che in questa trattativa siete stati supportati dalla struttura della Regione che si sta occupando del Memorandum

«No, c’era il sindaco di Viggiano, Romualdo Coviello Eni e Shell. Per la prima volta gli enti locali trattano direttamente con Eni. Questo è un grande risultato con una grande apertura anche da parte del presidente Vito De Filippo».

Quindi nessuna delega del comune di Viggiano per il sì all’aumento delle estrazioni?

«Niente. Niente. Niente. Per altro in primavera ci sono le elezioni comunali e penso che prima di allora nulla potrà accadere».

l.amato@luedi.it

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