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MONTESCAGLIOSO – “Che non accada mai più… che non accada mai più”.

Lo hanno chiesto e gridato i colleghi amici di Pino Bianculli, al termine della funzione religiosa per l’ultimo saluto al giovane infermiere di Montescaglioso vittima delle intense piogge di lunedì scorso. Il grido di dolore, ma anche di speranza, si è levato forte in una chiesa gremita di gente.

Alle 15.30 di ieri l’ultimo saluto della comunità montese con il corteo funebre partito proprio dal luogo che Pino quella sera voleva raggiungere al più presto: la sua casa.

Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, a spalle, i tanti amici. Strade deserte, silenzio assoluto, saracinesche abbassate in segno di lutto e tanti fiori bianchi. Papà Michele e mamma Anna con Rocco, Francesco e Luisa stretti l’uno all’altro, seguiti da Nancy la giovane fidanzata di Pino, Cicco, per gli amici.

Il lungo corteo con i parenti e gli amici, seguito dai gonfaloni di Montescaglioso e Ginosa e dai rispettivi sindaci, dai gruppi consiliari, dal vice presidente della Provincia di Matera, Angelo Garbellano, e dal gruppo dei volontari della Protezione civile di Montescaglioso ha raggiunto la parrocchia Santa Lucia, parrocchia della famiglia Bianculli.

All’ingresso della chiesa, il comando dei carabinieri del luogo e tantissima gente che non è riuscita ad entrare. A celebrare la messa, monsignor Salvatore Ligorio con tutto il clero di Montescaglioso.

Tante le parole di conforto e di speranza in una liturgia densa di commozione. Una commozione esplosa al termine della funzione, quando gli amici di Pino hanno voluto leggere dei pensieri ed esprimere il profondo dolore.

Per Pino, il lavoro era una missione, entrava nelle stanze dei suoi pazienti, hanno raccontato nel messaggio gli amici, cantando le canzoni di Ligabue, ma soprattutto sempre con un grande sorriso; il sorriso con cui lo ricorderemo. Per le condoglianze alla famiglia sono giunti il Prefetto di Matera e il vice ministro Filippo Bubbico. Un lungo applauso ha salutato la bara diretta al cimitero per un viaggio senza ritorno. Resta il dolore e lo sconforto per la perdita di una giovane vita e purtroppo resta la consapevolezza che potrebbe accadere di nuovo.

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