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CRESCONO LE imprese giovanili, condotte dagli under 35, anche in Basilicata, dove se ne contano circa 7.000. A Matera ce ne sono 2.527, ovvero l’11,6% sul totale; a Potenza 4.445, ovvero l’11,5% sul dato complessivo. Questa fotografia emerge dalla 138ma Assemblea di Unioncamere, in corso a Genova, che rileva come – nello scenario di un mondo del lavoro sempre più difficile – aumenta la voglia di “provarci” da parte dei giovani alle prese con la crisi. Dall’inizio dell’anno, in Italia, sono tanti gli “under 35” che hanno deciso di tentare la carta dell’impresa scegliendo, come si diceva una volta,  di mettersi “in proprio”. Delle quasi 300mila imprese nate tra l’inizio dell’anno e la fine di settembre, infatti, oltre 100mila (il 33,9%) hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni di età.

La culla di questa vitalità imprenditoriale è il Sud, dove ha sede il 38,5% delle nuove imprese giovanili, con quasi 40mila attività aperte in nove mesi. I settori in cui i giovani sembrano individuare le maggiori possibilità di successo sono quelli del commercio (dove opera il 20,5% delle neo-imprese giovanili), delle costruzioni (9,4%) e dei servizi di ristorazione (5,6%). Nella grande maggioranza dei casi (il 76,8%) si tratta di imprese individuali, la forma più semplice – ma anche la più fragile – per operare sul mercato; il 15,6% ha scelto invece la forma della società di capitale, più idonea a sostenere progetti di sviluppo anche ambiziosi.

“Il dato rileva che c’è una parte della generazione giovanile lucana che fortunatamente non si arrende alla crisi e preferisce provarci, piuttosto che emigrare o attendere – spiega il presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte nella foto -. Le agevolazioni normative (il poter aprire l’impresa con poca burocrazia e quasi a costo zero) e l’esplodere del fenomeno delle startup stanno pian piano modificando la geografia del lavoro anche nella nostra regione, ma non dobbiamo sottovalutare che il ricambio generazionale è ancora lento e che quelle che nascono sono soprattutto micro e piccole imprese individuali, le più esposte alla crisi e a chiusure repentine. Sta a noi, alle Istituzioni, fare quadrato e creare le condizioni per aiutarle a crescere e a fare rete, continuando a sburocratizzare le procedure, ad attrarre intelligenze e investimenti, a rendere i percorsi più meritocratici, per valorizzare le competenze nell’interesse della collettività.”

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