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ACERENZA- Una nuova riqualificazione urbanistica ed in più fondi destinati alla sicurezza delle scuole. Queste le nuove idee per il borgo acheruntino. A spiegare i vari passaggi è il sindaco Rossella Quinto.

 Acerenza è tra i 101 comuni lucani che beneficeranno dei fondi regionali per i lavori di messa in sicurezza delle scuole comunali. Ce ne parla? 

«Gli interventi previsti erano scaturiti da un piano predisposto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Nel 2011 viene reso noto l’elenco dei comuni e dei relativi interventi che erano stati ammessi , Acerenza era presente con un progetto di 180 mila euro ammesso a finanziamento, ricordo che il progetto in origine era di 250 mila euro, successivamente ridimensionato a 180 mila, fino ad arrivare ai 110 mila euro attuali. E’ pur vero che nel piano approvato nel 2011 i comuni ammessi erano una sessantina e oggi sono invece 101».

 Cosa pensa del rapporto tra scuole e piccoli comuni relativamente agli interventi di sicurezza?

 «La sicurezza nelle scuole è una priorità non procrastinabile, ma molto spesso i piccoli comuni non riescono a far fronte a tali pressanti necessità. Spero si riesca in qualche maniera a mitigare quantomeno, quell’inutile e improduttivo paradosso che vede alcuni comuni lucani, quelli che ricevono i fondi delle estrazioni petrolifere per intenderci, registrare avanzi di amministrazione cospicui dovuti alla loro incapacità di spesa, mentre molti altri comuni lucani avrebbero bisogno di sostegno».

 In questo momento anche la questione “urbanistica” sta subendo un notevole apporto di manutenzione. di che progetto si tratta?   

«Mi piace parlare di “Progetto Acerenza”, che scaturisce dal desiderio e dalla forte necessità di restituire dignità alla nostra cittadina. I fondi c’erano, ma erano nel posto sbagliato, dal momento che anziché trovarsi nelle casse comunali si trovavano nelle casse di una società la cui inattività ha prodotto un danno erodendo i fondi che il Comune di Acerenza incautamente aveva versato a titolo di capitale sociale. Parlo dei 750 mila euro, 500 dei quali recuperati, che costituivano il capitale sociale della società Borgo Albergo srl, che il comune ha provveduto, adempiendo ad un obbligo di legge , a porre in liquidazione e, per ferma volontà della sottoscritta a restituire rapidamente alle casse comunali tali ingenti risorse. L’azione che ho voluto fortemente mettere in campo è quella di utilizzare ogni minima risorsa a vantaggio della nostra meravigliosa città, dunque facendo rientrare i fondi relativi alla società Borgo Albergo, sbloccando fondi ministeriali in fase di stallo da molti anni ( vedi fondi per la messa in sicurezza del tratto Acerenza-Acerenza Scalo, V lotto del Cimitero Comunale, parcheggio a valle della Cattedrale, completamento del Campo Sportivo Comunale), ma anche ottenendo nuovi finanziamenti come quello relativo alla efficienza energetica della pubblica illuminazione che vedrà a breve la sostituzione di tutte le lampade utilizzando la tecnologia led al fine di ottenere una rete di illuminazione pubblica efficiente, sicura ed esteticamente più consona alle necessità di uno dei Borghi più belli d’Italia come Acerenza. E’ in corso la realizzazione di un acquedotto rurale in Contrada santa Domenica, che doterà di servizi essenziali un’area rurale in cui vivono stabilmente molti nostri concittadini, dei quali non ci si può ricordare solo in periodo elettorale. Abbiamo illuminato alcune contrade (San Donato e Varcaturo), e si continuerà su questa direzione illuminando altre aree non servite da tale fondamentale servizio pubblico».

Tra i progetti futuri?

«Molte sono le cose che ancora devono realizzarsi, cito tra queste un distributore di acqua pubblica, riqualificazioni di aree popolari da sempre dimenticate, riqualificazione dell’area adiacente al Convento di Sant’Antonio, recupero degli affreschi rinvenuti nella Cappella intitolata a San Michele Arcangelo e della croce settecentesca ubicata nella Villetta di San Pio attualmente in fase di riqualificazione. Concludo dicendo che la miopia della politica partitica e una visione poco organica e penalizzante del tessuto urbano da parte della politica locale degli ultimi decenni ha fortemente segnato il destino di questa comunità, svilendo il nostro importante centro storico attraverso scelte molto discutibili come quella di trasferire nella zona di espansione gli Uffici Postali, il Municipio, gli Uffici Giudiziari , le scuole. Non si tratta di sterile dietrologia ma solo di analizzare in maniera compiuta il passato per porre alla base dell’azione amministrativa futura elementi che conducano ad una più attenta e puntuale politica di rilancio». 

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