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IL nodo cruciale è fare in modo che l’artigianato sia sinonimo di qualità e simbolo della cultura locale.

Pietro Colapietro, neo presidente dell’Unione artigianato artistico della Cna, e già presidente dell’Unione Turismo, traccia un bilancio della situazione di un settore che a volte sembra un po’ il figlio illegittimo dell’economia locale.

Come si può cambiare questa situazione?

«Bisogna cominciare a lavorare sulla qualità – conferma – degli imprenditori che svolgono questo tipo di attività e sul prodotto. E’ necessario creare manufatti che abbiano una sorta di certificazione; è una delle attività su cui punterà la Cna ovvero creare una sorta di carta di identità del produttore con una certificazione di qualità di ciò che viene realizzato».

Così come accade per i prodotti agroalimentari, anche in questo caso il percorso, la filiera verrebbe certificata.

«In questo modo potremo promuoverli non solo a livello locale ma puntando anche sui mercati nazionali e internazionali».

Politiche di promozione, appunto. Quelle attuali sono adeguate?

«La Camera di commercio sta svolgendo un grande sforzo soprattutto sotto il profilo dell’internazionalizzazione. C’è da superare, però, la resistenza degli artigiani stessi che non sono ancora pronti. Credo si debba formare questa categoria per fare in modo che si comprenda che serve uscire dalle botteghe ed entrare in una rete che sia operativa».

L’artigiano che segue la tradizione di famiglia, è ormai tramontata? Sono arrivate le nuove generazioni?

«E’ molto limitata la presenza dei ragazzi. Il ministero del Lavoro ha promosso un progetto che si concluderà nel 2014 sulle botteghe di mestiere a cui partecipo anche io insieme ad altre 10 imprese del Materano, che prevede la presenza di alcuni tirocinanti  per sei mesi con uno stipendio di 500 euro  mensili. Le richieste a partecipare sono state moltissime e provengono da tutta Italia. Si decide di vivere con 500 euro al mese pur di imparare un mestiere. La mia sensazione, però, è che l’attenzione al settore manifatturiero sia molto limitata rispetto alla certezza di poter contare su una somma di denaro ogni mese, anche se si tratta di una occasione effimera. Sarebbe utile, invece, guadagnare intellettualmente anche sotto il profilo imprenditoriale. Se non 3effettua questa svolta, difficilmente gli antichi mestieri potranno sopravvivere».

Tra le prime azioni, Colapietro vuole unire le due sezioni Turismo e artistico sotto un’uncia voce, ovvero quella della cultura alla quale spera di poter aggiungere anche l’agroalimentare.

«Tutte caratteristiche del nostro territorio – spiega.

matera@luedi.it

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