X
<
>

Share
4 minuti per la lettura

«IL PUNTO più basso è superato, noi abbiamo gli anticorpi giusti, siamo abituati a lavorare per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la ricerca». E’ una ricetta improntata alla fiducia ed all’ottimismo quella che Donato Caldarulo nuovo presidente del distretto del mobile imbottito lascia trasparire nel primo giorno di insedciamento nel nuovo e delicato ruolo che lo attende.

Caldarulo sottolinea in particolare che «il nostro distretto si è mosso prima degli altri, ha vissuto la crisi prima ed ha saputo crearsi i giusti anticorpi per cui oggi parte un passo avanti».

Quanto ai numeri attuali aggiunge: «sono una settantina le aziende che hanno partecipato all’assemblea di qualche mese fa, noi abbiamo raggiunto in passato il minimo storico. I fatturati pesano oggi il 30-40 per cento di quello che pesavano oltre dieci anni fa ma sappiamo e conosciamo bene quale è la ricetta per uscire da questa situazione.

La strada che altri stanno cercando noi l’abbiamo trovata con ampio anticipo».

Nel distretto però non c’è più la fiducia che c’era una volta quando veniva considerata l’ancora di salvezza dell’economia lucana, oggi in molti comprese forse le istituzioni non ci credono più come prima. Caldarulo non può far altro che confermare e spiega: «in effetti è vero quando c’è stato l’avvicendamento alla guida del distretto 12 anni fa c’era il presidente della Regione, allora era Filippo Bubbico, oggi invece non c’era nessuno. Altre istituzioni c’erano, la Regione no. Mi piacerebbe capire il perchè ma so anche che il nuovo presidente Pittella da assessore ha speso il suo tempo ed il suo impegno sulle questioni dei salotti e del distretto per cui non credo che oggi quell’interesse sia scemato». Di certo però si è attenuato tra le mille “grane” contingenti: «è vero che l’assemblea delle aziende è stata tenuta nel maggio scorso e la delibera di nomina del nuovo comitato di distretto è del 21 di ottobre, ci sono stati dei mesi di fermo. L’aspetto elettorale in questo senso ha sicuramente influito».

Poi il tema spinoso dell’illegalità nel mobile imbottito su cui Caldarulo è decisamente tranchant anche rispetto alle denunzie di questi mesi di esponenti eminenti come Pasquale Natuzzi principale componente ancora oggi del Distretto.

«Io mi limito semplicemente a notare la periodicità e la ciclicità con cui questo tipo di questioni e di denunzie arrivano. Aggiungo poi che i dati che valgono sono quelli degli organismi deputati al controllo come per esempio la Prefettura che hanno negato l’esistenza di fenomeni particolari di legalità in questo settore. Anzi forse qui i controlli sono anche maggiori. Ci sono dati, testimonianze che dicono questo e credo che valgano più delle opinioni controverse che ci possono essere.

Io non vedo un fenomeno particolare di illegalità e comunque voglio sottolineare che noi ci vogliono dare un codice etico, una sorta di bollino bli di controllo del prodotto e del lavoro che risponda alle accuse di illegalità e verifichi l’applicazione massima delle norme.

Siamo i primi a voler garantire questo controllo ed oggi stiamo a ciò che dicono gli organismi di controllo. L’illegalità in questo settore non c’è».

Infine gli obiettivi e le priorità di questi primi mesi da presidente del Distretto del mobile: «la prima appunto è il marchio del distretto, il bollino blu sulle produzioni e sulla loro qualità, il secondo obiettivo sono le reti d’impresa per cercare di fare squadra con una serie di aggregazione che permetteranno di superare il problema della personalità giuridica e partecipare a bandi o fiere insieme. Un modo per affrontare le necessità che ci sono».

Poi una dichiarazione chiara: «il distretto del mobile imbottito c’è, esiste e ha le idee chiare, vuole garantire diritti ai lavoratori e reddito alle imprese facendo crescere in questo modo il territorio».

p.quarto@luedi.it

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE