X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

PISTICCI – Dopo il sindaco di Ferrandina, anche quello di Pisticci ha disposto pochi giorni fa con ordinanza il divieto di “attingimento delle acque sotterranee e di falda e l’utilizzo delle stesse, per qualunque scopo, da parte di insediamenti umani, produttivi e zootecnici presenti lungo la valle del Basento o in altre zone del territorio comunale”.

L’impulso era arrivato da un documento trasmesso dall’Asm (Dipartimento prevenzione collettiva della salute umana) ai Comuni interessati, nel quale si faceva riferimento alle nuove e preoccupanti analisi nella famosa area diaframmata di Ferrandina.

Una ulteriore conferma, ove ce ne fosse ancora bisogno, dei livelli di compromissione ambientale soprattutto di quelle aree prossime al fiume Basento ed utilizzate da alcune attività industriali. L’ultimo provvedimento cautelare nei confronti della salute umana ha origine da una vecchia storia, quella dei terreni Syndial nella zona industriale di Ferrandina, attualmente compresi nel Sin (Sito di interesse nazionale) in perenne attesa di bonifica. La cosìddetta (e così nota) area diaframmata, era e resta inquinata, chimicamente inquinata; pesantemente inquinata, se è vero che l’Asm ha preso premura di consigliare ai sindaci dell’area di emettere ordinanze con le quali, di fatto, le acque sotterranee diventano intoccabili.

Nulla di nuovo nei terreni Syndial, ora del Consorzio Industriale di Matera. Solo la conferma del loro preoccupante stato di salute anche in seguito a nuove analisi chimico-fisiche eseguite dall’Arpab. Dopo averne conosciuto i risultati, l’Asm ha informato i Comuni dell’area. Le analisi sui campionati dell’acqua di falda da alcuni piezometri hanno comprovato inquinamento “da sostanze tossiche e/o cancerogene”. La stessa Asm ha pertanto chiesto ai sindaci di emanare adeguati provvedimenti per vietare l’utilizzo delle acque sotterranee e di falda non solo nella valle del Basento, ma anche in altre zone del territorio in cui le falde potrebbero essere eventualmente interessate da questo tipo di inquinamento.  Pur essendo state fatte in territorio di Ferrandina, analisi di questo genere, e con questi risultati, hanno indotto anche il sindaco di Pisticci a produrre tutti i divieti necessari a scopo precauzionale. Di qui l’emanazione dell’ordinanza n 194 del l’11 dicembre 2013.  D’altra parte l’area fortemente inquinata si trova a monte del territorio di Pisticci e non distante dal Basento. Il provvedimento, unitamente ai vecchi divieti di prelievo ed utilizzo delle acque del fiume, ancora in vigore dopo gli sversamenti killer dell’autunno 2011, rende inservibili, in pratica, tutte le acque della zona, con immaginabili criticità per chi vi abita e per aziende agricole e zootecniche. Resta solo l’acqua ad uso irriguo, manca l’accesso alla rete idrica potabile. Adesso anche le acque dei pozzi non possono essere utilizzate. Fino a quando? Quanto tempo ci vorrà per analizzare la reale situazione delle falde in un territorio così vasto?

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE