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MELFI – E’ bastato un semplice post su Facebook per scatenare la polemica. Protagonisti il sindaco Livio Valvano e il consigliere comunale di maggioranza del Pd, Michele Mastromartino. 
Le parole usate dal sindaco sono pesanti: «Non mi spaventano, ne mi sorprendono le reazioni/minacce per il rifiuto di andare oltre i confini della legalità. Io non ho alcuna intenzione di violentare o chiedere a dipendenti pubblici di violentare il rispetto della legge. Io non intendo subire alcuna minaccia. Non ho mai subito ricatti, minacce, pressioni. Non lo farò adesso su decisioni che riguardano la collettività. Se la minaccia si trasforma in “emergenza” affronteremo l’emergenza». Linguaggio certo criptico per alcuni aspetti, preoccupante per altri. Il primo cittadino parla di «reazioni/minacce per il rifiuto di andare oltre i confini della legalità». L’oggetto del suo postare non è chiaro. «E’ stato uno sfogo su questioni che non riguardano le istituzioni e la politica», ha detto poi, raggiunto telefonicamente. Certo ha usato il termine «collettività», quindi si tratta certamente di questioni che riguardano la città. Ma Valvano sminuisce la questione, ribadendo che si trattava di un semplice sfogo. Certo appare quantomeno singolare che subito dopo il post di Valvano, il consigliere Pd, Mastromartino scriva sulla sua bacheca: «E’ infame parlare di ricatti, forzature della legalità, minacce e pressioni. E’ vigliacco fare finta di non vedere e di non sapere; è ipocrita ergersi a difensore del mondo; la bella stagione su queste premesse è finita». Il riferimento è chiaramente alle parole di Valvano. I termini usati sono gli stessi (minacce, ricatti etc.) e poi il riferimento alla “bella stagione” è inequivocabile visto che sono state le parole usate dal sindaco nel suo discorso di insediamento. Cosa c’è dietro? Dai commenti degli utenti Facebook si deduce ben poco. Alcuni però ci vedono un richiamo prettamente politico al sindaco su questioni – ma sono ipotesi – che riguardano il settore della Cultura, tra cui la gestione del teatro, nella città federiciana. Il sindaco smentisce categoricamente che il suo post riguardi questioni amministrative. Intanto la polemica è scoppiata e forse già nei prossimi giorni il “mistero dei post su Facebook” potrebbe essere svelato.
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MELFI – È bastato un semplice post su Facebook per scatenare la polemica. Protagonisti il sindaco Livio Valvano e il consigliere comunale di maggioranza del Pd, Michele Mastromartino. 

 

Le parole usate dal sindaco sono pesanti: «Non mi spaventano, ne mi sorprendono le reazioni/minacce per il rifiuto di andare oltre i confini della legalità. Io non ho alcuna intenzione di violentare o chiedere a dipendenti pubblici di violentare il rispetto della legge. Io non intendo subire alcuna minaccia. Non ho mai subito ricatti, minacce, pressioni. Non lo farò adesso su decisioni che riguardano la collettività. Se la minaccia si trasforma in “emergenza” affronteremo l’emergenza».

 Linguaggio certo criptico per alcuni aspetti, preoccupante per altri. Il primo cittadino parla di «reazioni/minacce per il rifiuto di andare oltre i confini della legalità». 

L’oggetto del suo postare non è chiaro. «E’ stato uno sfogo su questioni che non riguardano le istituzioni e la politica», ha detto poi, raggiunto telefonicamente. 

Certo ha usato il termine «collettività», quindi si tratta certamente di questioni che riguardano la città. Ma Valvano sminuisce la questione, ribadendo che si trattava di un semplice sfogo. 

Certo appare quantomeno singolare che subito dopo il post di Valvano, il consigliere Pd, Mastromartino scriva sulla sua bacheca: «E’ infame parlare di ricatti, forzature della legalità, minacce e pressioni.È vigliacco fare finta di non vedere e di non sapere; è ipocrita ergersi a difensore del mondo; la bella stagione su queste premesse è finita». Il riferimento è chiaramente alle parole di Valvano. I termini usati sono gli stessi (minacce, ricatti etc.) e poi il riferimento alla “bella stagione” è inequivocabile visto che sono state le parole usate dal sindaco nel suo discorso di insediamento.

 Cosa c’è dietro? Dai commenti degli utenti Facebook si deduce ben poco. 

Alcuni però ci vedono un richiamo prettamente politico al sindaco su questioni – ma sono ipotesi – che riguardano il settore della Cultura, tra cui la gestione del teatro, nella città federiciana. Il sindaco smentisce categoricamente che il suo post riguardi questioni amministrative. Intanto la polemica è scoppiata e forse già nei prossimi giorni il “mistero dei post su Facebook” potrebbe essere svelato.

 

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