X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

VIGGIANO – I valori di alcuni inquinanti sono cresciuti, nelle ore successive all’incidente al Centro Oli dello scorso lunedì, ma non tanto da sforare le soglie fissate da legge. E’ questo quello che emerge dai rilievi effettuati dalle centraline dell’Arpab. Che però hanno anche misurato un importante sforamento acustico, registrato per oltre 20 minuti in tutte le stazioni (5 centraline). Che  – scrive il direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente, Raffaele Vita – «è stato percepito come un comprensibile disagio psico-fisico» da parte delle popolazioni residenti. Tornado ai dati relativi alla qualità dell’aria, il laboratorio mobile che è stato attivato a Viggiano subito dopo il malfunzionamento dell’impianto, non ha misurato nel centro abitato nessuna variazione dei principali parametri. Le quattro centraline fisse che effettuano un controllo costante e che si trovano proprio nei pressi del Centro Oli, nella zona industriale, hanno registrato picchi di concentrazione di  anidride solforosa, rimasti comunque al di sotto della soglia massima. Stesso dicasi per gli idrocarburi non metanici e l’idrogeno solforato che però in qualche caso ha superato la soglia odorifera.

Sono questi i principali risultati emersi dai primi monitoraggi effettuati dall’Agenzia. Che continua a effettuare i dovuti controlli, visto che la fiammata alta quasi cinquanta metri e la pressione dei gas bruciati hanno spinto le particelle molo in alto. Questo richiese tempi di ricaduta altrettanto lunghi. E a quanto pare, stando ai dati diffusi invece ieri dall’Osservatorio della Val d’Agri, le concentrazioni maggiori degli inquinanti sarebbero stata registrata proprio nei giorni successivi all’incidente del 14 gennaio.

In particolare le stazioni dell’osservatorio hanno registrato di versi sforamenti dell’idrogeno solforato.

In contemporanea sono stati misurati anche picchi di anidride solforosa, ma sempre al di sotto del valore limite. Oltre l’intervallo di variabilità, invece, un valore di concentrazione giornaliera di o-xilene pari a 3.67 µgm-3. Sempre il 16 gennaio, la centralina di monitoraggio Viggiano Zona Industriale, ha rilevato un valore di concentrazione giornaliera di etilbenzene che ricade al di fuori del range di variabilità, superiore al valore medio delle concentrazioni giornaliere registrate nel corso del 2013 per la stessa centralina. Per questo inquinante la normativa vigente non stabilisce alcun limite e l’Organizzazione mondiale della sanità non indica alcun valore guida. Nella prossima settimana, comunque, verrà pubblicato il bollettino in cui i ricercatori del Cnr/Osservatorio Ambientale produrranno un’analisi dettagliata che metta a sistema i dati della qualità dell’aria, della rete sismica e del monitoraggio satellitare per il Centro Olio Val d’Agri relativi ad un periodo temporale più ampio e quindi statisticamente significativo.

m.labanca@luedi.it

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE