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SAN FERDINANDO (RC) – 

I sindaci della Piana di Gioia Tauro hanno approvato un documento in cui ”danno mandato ai sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro ad opporsi a questa decisione del Governo nazionale al tavolo ministeriale di martedì 21 gennaio” relativo al transito delle armi chimiche siriane dal porto di Gioia Tauro. (ANSA).
(ANSA) – SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA), 20 GEN – Nel documento approvato al termine di un’assemblea, i sindaci evidenziano che “nessuna autorità locale è stata preavvertita di ciò, le nostre strutture sanitarie non sono attrezzate a sostenere emergenze straordinarie, il territorio della Piana e dello Stretto di Messina è classificato ad alta pericolosità sismica”.
“Appreso che la nave – prosegue il documento – è stata dirottata su Gioia Tauro perchè la Regione Sardegna si è fermamente opposta all’attracco a Cagliari, i sindaci della città degli ulivi dichiarano il proprio fermo no acchè queste operazioni avvengano nel nostro territorio”.

I sindaci della Piana di Gioia Tauro hanno approvato un documento in cui «danno mandato ai sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro ad opporsi a questa decisione del Governo nazionale al tavolo ministeriale di martedì 21 gennaio» relativo al transito delle armi chimiche siriane dal porto di Gioia Tauro. E intanto su twitter, il vertice romano diventa occasione di polemica tra il ministro Lupi e il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri.

LEGGI LA SCHEDA: COME AVVERRA’ IL TRASBORDO

LO SCAMBIO DI TWEET – Sull’account twitter dell’esponente di governo viene annunciato l’incontro romano che martedì, insieme al premier Enrico Letta, Lupi ha riservato alle autorità calabresi: “Domani incontriamo autorità locali Calabria per spiegare perchè le sostanze chimiche della Siria passano da Gioia Tauro”, si legge. Gasparri replica: “E’ una vergogna usare la Calabria come una discarica. La ignorate sempre e ve ne ricordate solo per maltrattarla”. Il senatore di Forza italia poi aggiunge altri due tweet: “Quella roba lì a Gioa Tauro non ci andrà” e “la mortificazione di Gioia Tauro, di San Ferdinando, della Calabria non può passare. E nessuno pensi a scambi poco chiari”.

LE CONDIZIONI DI SCOPELLITI – Intanto nell’incontro di San Ferdinando, l’assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Fedele ha affermato che a Roma “il presidente della Regione Calabria vorrà avere rassicurazioni scientifiche che non ci possano essere problemi per la salute pubblica e solo allora si inizierà a discutere di Gioia Tauro e del fatto che questo porto non c’è solo in queste occasioni”. In giornata, il governatore aveva pure dichiarato a 24Mattino su Radio24: «Sì alla nave siriana in cambio della zona economica speciale per Gioia Tauro», chiarendo che «non sono soldi, sono soltanto opportunità per il futuro di Gioia Tauro, perché significa che il retro porto può diventare una zona economicamente vantaggiosa per le imprese e far nascere qui una grande aerea industriale in cui finalmente si apre una prospettiva seria in termini di sviluppo e di occupazione e quindi di futuro per questa terra».

LA POLEMICA CON LA SARDEGNA – Da parte loro i sindaci, nel documento approvato al termine di un’assemblea, evidenziano che «nessuna autorità locale è stata preavvertita» di quanto sarebbe accaduto nel porto: «Le nostre strutture sanitarie – prosegue il documento – non sono attrezzate a sostenere emergenze straordinarie, il territorio della Piana e dello Stretto di Messina è classificato ad alta pericolosità sismica».

Inoltre i sindaci polemizzano con la Sardegna: «Appreso che la nave – si legge nel documento – è stata dirottata su Gioia Tauro perchè la Regione Sardegna si è fermamente opposta all’attracco a Cagliari, i sindaci della città degli ulivi dichiarano il proprio fermo no acchè queste operazioni avvengano nel nostro territorio». E ai ministri degli Esteri e delle Infrastrutture Bonino e Lupi chiedono di scendere in Calabria per partecipare a una riunione in programma mercoledì.

 

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