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POTENZA, 27 GEN – La “fiammata” registrata il 13 gennaio scorso al centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni è stata provato da “un’errata manovra di un operatore addetto ad un intervento di manutenzione: l’impianto è andato automaticamente in sicurezza, portando alla depressurizzazione totale delle linee e al convogliamento in torcia dei relativi fluidi. Tutto ciò ha determinato l’alta visibilità esterna della fiaccola”.
E’ la conclusione alla quale sono giunti i tecnici della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo economico, durante un sopralluogo nell’impianto. In una nota, il Ministero ha sottolineato che ”dopo l’evento del 13 gennaio sono state adottate da Eni, su disposizione dell’Ufficio territoriale Unmig di Napoli, misure atte ad impedire il ripetersi dell’errore di manovra che ha portato alla messa in sicurezza dell’impianto. Inoltre è stato richiesto alla società di incrementare i controlli sulla qualità del lavoro degli operatori, assicurando i più elevati standard di formazione degli stessi. La Dgrme – ha concluso il Ministero – ha trasmesso alla Regione Basilicata il rapporto relativo all’ispezione, per garantire a tutti i cittadini più informazione e più trasparenza”. (ANSA).

La “fiammata” registrata il 13 gennaio scorso al centro oli di Viggiano dell’Eni è stata provocata da «un’errata manovra di un operatore addetto ad un intervento di manutenzione: l’impianto è andato automaticamente in sicurezza, portando alla depressurizzazione totale delle linee e al convogliamento in torcia dei relativi fluidi. Tutto ciò ha determinato l’alta visibilità esterna della fiaccola».

È racchiusa in questa spiegazione la conclusione a cui sono arrivati i tecnici della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo economico, durante un sopralluogo nell’impianto. 

L’intervento per capire che cosa fosse accaduto era stato chiesto da più parti: residenti in zona e lavoratori si erano detti allarmati, soprattutto per la durata e l’intensità della fiammata, decisamente più forte del solito, avevano raccontato. In quei giorni sono circolati anche parecchi video sull’accaduto. 

In poche ore era intervenuto anche l’assessore all’Ambiente, Aldo Berlinguer, che all’Eni ha posto un ultimatum rispetto a futuri incidenti simili. 

Ora, il responso dell’analisi ministeriale: «Dopo l’evento del 13 gennaio sono state adottate da Eni, su disposizione dell’Ufficio territoriale Unmig di Napoli, misure atte ad impedire il ripetersi dell’errore di manovra che ha portato alla messa in sicurezza dell’impianto. Inoltre è stato richiesto alla società di incrementare i controlli sulla qualità del lavoro degli operatori, assicurando i più elevati standard di formazione degli stessi. La Dgrme – scrivono dal ministero – ha trasmesso alla Regione Basilicata il rapporto relativo all’ispezione, per garantire a tutti i cittadini più informazione e più trasparenza».

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