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POTENZA – «Rocco allora, noi dobbiamo fare in modo (ride)… Non dobbiamo accettare le ditte del castello».

Se non è la confessione di una gara truccata, quella registrata il 15 ottobre del 2012 dalle microspie degli agenti della Mobile di Potenza, ci manca davvero poco. Specie se chi parla è un assessore del Comune di Avigliano, che riferisce a un imprenditore le sue pressioni sul capo dell’Ufficio tecnico per fargli avere un lavoro che in effetti s’era aggiudicato soltanto il mese prima.

Ci sono i lavori di riqualificazione del campetto ai piedi del castello di Lagopesole al centro delle accuse per l’assessore Emilio Colangelo e l’ingegnere Rocco Fiore. Un appalto da 280mila euro e aggiudicato alla ditta di Bartolo Santoro.

Ad accendere i riflettori sulla “combine” sono stati i suoi stessi protagonisti intercettati dagli investigatori. Dopo che gli esposti e le proteste di alcuni dei residenti contrari al progetto, e di chi si è visto soffiare sotto il naso un lavoro a dir poco allettante, non erano approdati a nulla.

«Io ho pigliato questo lavoro, diciamo grazie ad Emilio Colangelo e pure a Fiore». Queste sono state le parole di Santoro a un amico che hanno fatto partire le indagini nei confronti suoi, dell’assessore e dell capo dell’Ufficio tecnico. «Quant’è vero Dio, è vero che Rocco ha dato pure una mano però chi ha avuto l’iniziativa , Emilio».

Poi a riprova di quanto appena detto l’imprenditore racconta di un altro assessore del Comune, «Vito Lucia»,  che avrebbe voluto fare «un altro ciambotto, sempre su Lagopesole», proprio perché sapeva come erano andate le cose per il campetto. Di qui l’idea di adottare qualche contromisura la sera stessa, quando sarebbe andato in Comune a firmare il contratto vero e proprio.

«Che quello mo’ secoindo me, pure Vito Lucia vuole… menare a confronto con Fiore. Non sa che quello mo’ che vado stasera gli dico: “Buonasera ingegnere”. Tengo un rapporto freddo con l’ingegnere. Faccio finta che non lo conosco proprio. Quello pensa che vado là: “Ehi, ciao Rocco! Tutto a posto?” Eh ciuoto mio”.

Due sconosciuti, Fiore e l’imprenditore, che 4 giorni dopo sarebbero partiti per un fine settimana a Firenze. Di politica, per la convention dei rottamatori del Pd alla Leopolda. E di «extra», che secondo gli inquirenti sarebbero finiti a carico del secondo.

Santoro confessa l’accaduto anche alla fidanzata perplessa per la sua generosità nei confronti di Fiore e di Canio Romaniello, compagno di viaggio e assessore del Comune di Pietragalla, il giorno prima della loro trasferta in Toscana.

«Perché comunque – le rivela – Rocco Fiore comunque mi ha dato un lavoro di 230mila euro, Canio me ne sta dando un altro da 120mila euro, quindi se ti cercano un piacere, tu una cosa ti devi mettere a disposizione… Se io do in subappalto quel lavoro a Lagopesole, pure che mi danno il 25%, ho guadagnato 50-60mila euro senza far niente… Senza far niente! Penso che uno che ti cerca un piacere… permetti che anche io ho un lavoro… che a me non mi aiuta nessuno… Non ho nessun politico che mi aiuta».

Qui però mente sapendo di mentire.

Altra stoffa l’assessore Emilio Colangelo che con lui aveva ripercorso com’erano andate le cose e l’imbeccata da parte sua al capo dell’ufficio tecnico per far fuori «le ditte del castello» e spianargli la strada.

«Un modo per eliminare tutti che non ci possono dire niente domani… allora, tanto quelli pare che sanno le leggi, sanno le cose? Quelli non sanno un cazzo… Fanno solo i professori… Allora tu una volta che dici: guarda purtroppo sono fondi europei… sono fondi della Regione quello e quell’altro… e vanno trovando per forza la Soa (la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto  che attesta il possesso da parte dell’impresa di tutti i requisiti, ndr) di quello e quell’altro».

«Quello veramente non si è studiato il progetto». Aggiunge ancora Colangelo riferito ancora a Fiore, che avrebbe firmato i disegni del nuovo campetto, prendendosi «un incentivo in più», mentre a farli sarebbe stato «sottomesso a questo povero cristo di Leonardo… che ha fatto (ride) ha fatto tutto il progetto».

Se le cose sono andate davvero così, per Santoro sarebbe stato quasi impossibile perdere una gara del genere.

l.amato@luedi.it

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