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POTENZA – Non c’è nulla da fare, amministrazione pubblica che vai, concorso sospetto che trovi. Dopo il più famoso caso della selezione pubblica indetta, l’anno scorso, dall’Asp per un posto da addetto stampa, successivamente sospesa, la Regione Basilicata bissa, con un “errore” – tanto per utilizzare un eufemismo – sostanzialmente simile. 

L’ente di viale Verrastro cerca tre comunicatori da impiegare nelle attività connesse all’informazione e alla comunicazione del Po Fesr 2007-2013 e alle attività di lancio degli eventi del Po relativo alla prossima programmazione. Per contratti a tempo determinato che avranno una durata non inferiore ai sei mesi, con trattamento retributivo stabilito dal Ccnl degli enti locali per la categoria D1. Quali requisiti devono possedere i candidati interessati? Laurea in Scienza delle Comunicazione o Informazione, Informatica, Pubbliche relazioni o titolo equipollenti. Oltre all’essere iscritti al registro dei giornalisti pubblicisti. 

Ma soprattutto, i candidati in questione, devono aver maturato precedenti esperienze professionali presso le Regioni o amministrazioni centrali responsabili dell’attuazione di programmi co-finanziati dai fondi strutturali (Fesr e Fse) in materia di informazione e comunicazione. Insomma, dei requisiti così tecnici che portano a concludere che il concorso sia stato bandito puramente per forma. Al semplice scopo, evidentemente, di prorogare qualche contratto in scadenza. 

La selezione si basa infatti su titoli e colloquio. Ma chi pensa di essere avvantaggiato dall’aver conseguito un buon punteggio alla laurea si rassegni: anche un 110 e lode è costretto a impalladire al confronto con la super quotata esperienza professionale precedentemente maturata. Solo 5 punti per aver conseguito il titolo di studio con il massimo dei voti, contro un punto per ogni mese (o comunque frazione superiore ai 15 giorni) assegnato a chi abbia già lavorato nel settore. 

In pratica, per un anno a viale Verrastro, al candidato vengono assegnati ben 12 punti: più del doppio rispetto a un 110 e lode. Fino a un massimo di 25 punti. E anche se la precedente esperienza non e’ proprio nel settore specifico, niente paura. Fino a 23 punti vengono riconosciuti a chi si sia occupato di materie attinenti e affini alle attività di assistenza tecnica nel campo dell’informazione, della comunicazione e del web. Insomma, basta aver già lavorato in Regione. 

Per non parlare del palese svantaggio di chi abbia lasciato l’Università con un punteggio inferiore a 95: parte da un punto. Tanto basta per concludere: rispetto ai precedenti professionali, la laurea è quasi carta straccia. Se poi avete deciso di investire nelle formazione con master specialistici avete sbagliato proprio tutto: 0,1 punto per ogni mese di durata del master, fino a un max di 3. Cioè un decimo di quello che vi sarebbe stato riconosciuto se invece aveste lavorato in Regione. Ed è inutile sperare di poter recuperare agli orali. Perché ci arrivano solo coloro che dalla valutazione dei curricula hanno un punteggio pari o superiore a 30 su 60. 

La valutazione delle precedenti esperienze professionali appare eccessiva anche rispetto al punteggio assegnato agli orali: un minimo di 20 e un massimo di 40. Insomma, è evidente che chi non ha maturato altre esperienze lavorative nel settore, in enti pubblici non alcuna chance poter vincere il concorso.

Di fatto, quindi, si tratta di un titolo, più che preferenziale, è di vero e proprio sbarramento. Vale la pena ricordare proprio per questo motivo, dopo la denuncia del Quotidiano e la presa di posizione dell’Assostampa di Basilicata, l’Azienda sanitaria di Potenza, l’anno scorso, si era vista costretta a rifare l’avviso pubblico per un posto da addetto stampa. E anche questa volta il tema sembra essere sempre lo stesso: porte aperte, ma per i soliti noti.

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