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LAVELLO – Tiene banco l’argomento centro commerciale all’indomani dell’ultimo consiglio comunale. Ad opporsi fermamente al progetto è il Movimento 5 Stelle che, nel corso della votazione, ha espresso in maniera ufficiale il suo “no”. Le ragioni che hanno portato a questa scelta sono contenute in un comunicato a firma di Giancarlo Gervasio unico consigliere di opposizione. «L’opposizione (exPdl-Socialisti) era più a favore della maggioranza, più compatta del gruppo Solo Lavello (Pd-Sel-exUdc-Altri), un unico grande partito del “facciamo girare l’economia”. Poco importa se si cementificano 11 ettari di terreno agricolo con una variante ad hoc del nuovo Regolamento Urbanistico. Per questa gente se un privato mette i soldi, l’interesse privato diventa interesse pubblico, poi cosa farà non è un problema. La solita miopia, dov’è la progettualità di questa classe politica?». La disamina di Gervasio non si ferma qui. «L’iter è iniziato e non si fermerà, questo era l’unico momento in cui l’assemblea elettiva, a nome dei cittadini di Lavello, poteva fermare il progetto. Le chiacchiere che verranno dette da oggi in poi in tema di “Centro ludico, sportivo e commerciale” rimarranno solo chiacchiere, contava il voto ed il voto è stato compatto e trasversale tra maggioranza e opposizione, tutti a favore della realizzazione del centro commerciale». «I motivi del nostro no sono a verbale: noi siamo per le Economie Locali, non vogliamo le grandi distribuzioni sul territorio, perché distraggono inevitabilmente le risorse dalla comunità. Difendiamo il territorio, unica seria risorsa della collettività per il futuro, di capannoni vuoti è piena l’Italia e non solo Lavello. Le zone Pip e Pals sono già dimenticate, ma solo qualche mese fa hanno chiesto la riconversione perché sono cattedrali nel deserto.  Proponiamo una forma di sviluppo attraverso la creazione di piccole società agricole, energetiche, l’agricoltura urbana con distribuzione a km zero. E’ un tentativo di rivitalizzare a livello locale, non globale, le comunità e dare supporto agli imprenditori locali. Quella del centro commerciale è, secondo noi, solo speculazione». E aggiunge: «i consiglieri non hanno verificato la solidità economica e finanziaria dell’Impresa proponente (Oser spa), hanno sottoscritto una delibera che parla di indotto produttivo, una roba che non esiste, la realtà è che si tratta di commercio, sport e divertimento». E conclude: «Secondo loro l’impatto ambientale è positivo, ma i numeri dicono altro: su 11 ettari di terreno agricolo saranno costruiti 15.000 mq di capannoni, esclusi i parcheggi, alla faccia dell’ambiente!»

da. ma.

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