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RIZZICONI – Qualcosa non è andato per il verso giusto in quel 9 novembre del 2013. O forse quell’omaggio al vecchio patriarca di Rizziconi, Teodoro Crea alias “u toru”, era diventato talmente una tradizione da anni che nessuno ormai ci faceva più caso. Autorità locali comprese. E per questo motivo la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e la polizia hanno deciso di vederci chiaro sulla processione di San Teodoro Martire dello scorso anno. 

 

I PRECEDENTI E LE INDAGINI APERTE

 
Sull’uso strumentale della religione per rafforzare il consenso della ‘ndrangheta si è deciso di scavare a fondo. Nelle scorse settimane il procuratore capo Federico Cafiero de Raho era stato chiaro: «I cittadini ormai non fanno più caso a quanto avviene nelle processioni perché si è sempre fatto così ma si deve far capire che ora non si fa più così». Quello di Rizziconi è il quarto fascicolo aperto sulle processioni da parte della Procura reggina dopo i casi di Oppido Mamertina, San Procopio e Scido. 
 
 
«Ogni episodio accaduto in uno qualsiasi dei comuni della provincia e segnalato dalle forze dell’ordine sarà verificato e valutato, si tratta di fatti gravi sui quali non intendiamo transigere» aveva ancora detto Cafiero de Raho. 

 
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