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EMERGENZA su emergenza, quella degli ex operai Eurocoop, senza stipendio da tre mesi e con la paura di perdere il posto di lavoro, e quella della città di Vibo che si ritrova sommersa dalla spazzatura, e con ignoti che ieri hanno dato fuoco alla spazzatura accatastata nei pressi dell’ex cinema Valentini. Una giornata in cui le esigenze della città e quelle degli operai si sono scontrate in maniera fortissima. 

Doveva essere il giorno del confronto in prefettura, organizzato da venerdì scorso, secondo quanto detto dal sindacato Slai Cobas. E invece pare che nessun incontro fosse previsto. Nel frattempo i mezzi meccanici dell’Ecosystem si erano presentati presso via Jan Palach, di fronte la biblioteca comunale, per rimuovere un paio di cumuli di spazzatura. Ed è stato in quel momento che sono entrate in conflitto le due emergenze, quelle della città e quelle dei lavoratori. Saputa la notizia, gli ex Eurocoop si sono presentati davanti ai mezzi chiedendo agli operai di Ecosystem di interrompere il servizio, cercando solidarietà per la loro situazione. 

I mezzi sono stati così fermati, e nel frattempo è intervenuta anche la polizia. Di fronte al coordinatore dello Slai Cobas Nazzareno Piperno ed al rappresentante Ugl Enrico Rottura si era creata una situazione difficile da gestire. Anche perchè la situazione degli ex Eurocoop è ancora in bilico visto che, nonostante si sia arrivati al patto di non scendere sotto le quatto ore di lavoro giornaliere, sembra che la Progettambiente non garantisca riguardo gli scatti di anzianità per gli operai assunti. Inoltre ci sono ancora tre mesi di stipendi arretrati da saldare, e soprattutto la rabbia è salita alle stelle per il modo in cui il Comune e la ditta hanno deciso di affrontare l’emergenza. 

«Anzichè chiamare l’ecosystem ed altri operai – ha affermato un ex Eurocoop – avrebbero potuto pagare noi per mantenere l’emergenza. Quando abbiamo chiuso il 31 luglio con il servizio di gestione la città era pulita. Ora invece Vibo si ritrova ad essere una discarica a cielo aperto». 

C’è voluto l’intervento del consigliere regionale Pd Pietro Giamborino, presente ieri mattina, per placare un po’ gli animi. Mettendosi direttamente in contatto con la prefettura Giamborino ha ottenuto un incontro nel pomeriggio con il vice capo di gabinetto Sergio Raimondo. In questo modo si è raggiunto un accordo con gli ex Eurocoop che hanno interrotto la protesta, permettendo il proseguimento del servizio di raccolta. Ma le speranze sono state infrante qualche ora dopo, subito dopo il confronto tra il vice di gabinetto Raimondo, i sindacati, una delegazione di lavoratori ed il consigliere Giamborino. 

All’uscita dalla prefettura le parole del coordinatore Slai Cobas Piperno non hanno tranquillizzato gli operai. «Abbiamo fissato un incontro per mercoledì (domani ndr) con la Progettambiente – ha detto Piperno ai lavoratori – il vice Raimondo ha capito la situazione sui parametri e gli scatti di anzianità, ma dobbiamo vedere se lo ha capito anche la ditta. Per questo mercoledì ci sarà un confronto. Nel frattempo ci è stato chiesto di non fare alcuna protesta e di non impedire lo svolgimento del servizio di raccolta». E sugli stipendi arretrati? «Raimondo – ha continuato Piperno – credeva che fossero stati già pagati. Ma potrebbero esserci delle difficoltà a farvi avere i soldi nel mese di agosto». 

Ecco le parole che hanno fatto montare la protesta. Tanto che resta il dubbio se gli operai questa mattina cercheranno nuovamente d’impedire all’Ecosystem di fare il servizio. Quindi emergenza su emergenza, quella degli operai, e quella della città. Con 88 persone che vogliono fare il servizio di raccolta, e con una spazzatura che resta ancora lì, ferma, in mezzo all’emergenza.

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