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E’ iniziata a Reggio Calabria la riunione del Consiglio regionale che prevede un solo punto all’ordine del giorno: il dibattito sul dissesto idrogeologico. I lavori sono introdotti dalla relazione del presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti. Dopo le comunicazioni dell’assessore ai Lavori pubblici, Pino Gentile, è intervenuto l’ex presidente della Giunta, Agazio Loiero per il quale «il dissesto idrogeologico è quasi uguale, come emergenza, alla sanità. Sono necessari fondi imponenti ed il coinvolgimento del sistema universitario e del Cnr».
Per Rosario Mirabelli, «l’argomento è un dato storico e vi sono oltre sessanta comuni tra i più rischio, dalla piana di Gioia Tauro, alla ionica. È necessario che al più presto siano attivati i sistemi di controllo di sorveglianza idraulica del territorio».
Il consigliere Ferdinando Aiello, ha detto che «Gentile ha fornito un quadro chiaro. Molte regioni hanno avviato processi di prevenzione mentre noi abbiamo avuto Maierato». Aiello ha criticato la «Protezione civile che ha messo a rischio la tenuta dei bilanci dei comuni senza ripianare le loro richieste» ed ha proposto che la Commissione ‘assetto del territorio’ elabori un piano organico di protezione del territorio.
Per Salvatore Magarò, «occorre non solo lavorare alla prevenzione con strumenti urbanistici adeguati, ma impedire le cementificazioni selvagge vigilando sull’attività urbanistica dei comuni».
Per Carlo Guccione, «dopo il dibattito di oggi, bisogna stabilire cosa fare per evitare che in futuro la regione possa trovarsi con centri urbani devastati e impipanti industriali fuori uso». Nazzareno Salerno, accogliendo la proposta di Ferdinando Aiello, ha ribadito che «i soldi per il territorio vanno spesi bene e non come a Vibo Valentia dove sono stati realizzati canili o al massimo qualche marciapiede, salvo poi chiamare in causa la Regione per risanare i danni».
Per Bruno Censore, «occorre lavorare per recuperare risorse per il territorio, evitando, come fa il governo nazionale di fare propaganda come per il piano di rilancio del Sud. Ci sono decine di comuni sull’orlo del dissesto finanziario, che hanno chiesto interventi per oltre 350 milioni di euro».
Il capogruppo di Idv alla Regione, Emilio De Masi: «La cifra che ha comunicato l’assessore all’urbanistica in merito all’accordo di programma siglato tra Regione e Governo in base al quale dovrebbero esserci stati assegnati circa 22 milioni di euro, è una cifra insufficiente a dare risposte alle esigenze di questa natura che sono diffuse dappertutto. Sono pochi i comuni non interessati a questi fenomeni». «In particolare – prosegue De Masi – le fasce costiere sono riguardate da rischi che possono mettere in pericolo non solo il centro abitato ma anche la stessa linea ferrata. È sufficiente questa cifra a dare risposte? Assolutamente no, lo è solo per dare i primi e parziali aiuti. Quello che chiediamo a questa giunta è di avvalersi del metodo della concertazione consultando gli enti locali che sono i diretti destinatari di questi interventi e comunque conoscono direttamente quali siano gli effettivi bisogni altrimenti si rischia di disperdere i soldi».
Per il consigliere regionale di Idv Giuseppe Giordano: «il territorio ha subito una stagione di mancati interventi strutturali ed è fondamentale rivedere il piano dell’assetto idrogeologico per poter stabilire le priorità degli interventi e inaugurare una stagione di azioni organiche e non solo assistere e subire gli interventi tamponi che hanno dei costi elevati per la Calabria ma non mettono la nostra regione al riparo.
Questo piano – sostiene Giordano – deve avere una corrispondenza con le risorse, del Por, dei Fas, circa 900 milioni di euro che servono e devono essere indirizzati a risolvere il problema in sinergia con i vari livelli. La Regione deve trasferire alle province quanto necessario perchè ad oggi, questi enti hanno avuto circa il 10% dei fondi stabiliti dai piani provinciali approvati due anni fa».

LA PROTESTA DAVANTI LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE
Intanto davanti la sede del Consiglio regionale è proseguito il presidio attuato dai sindacati del settore dei trasporti al quale ha partecipato anche la “Rete NoPonte” con una propria delegazione. «Siamo qui – è scritto in una nota di Rete NoPonte – per ricordare e denunciare le tante opere che proseguono, nonostante l’assenza di una Valutazione di Impatto Ambientale, come la variante ferroviaria di Cannitello, ed i tanti motivi che ci spingono a dire No al Ponte e per chiedere che la politica calabrese si occupi dei problemi dei calabresi e non di quelli delle grandi aziende come Impregilo». La Rete NoPonte, prosegue la nota, ha invitato tutti nella circostanza a partecipare alla prossima assemblea che si terrà giovedì 2 dicembre alle 17,30 nel Centro Baden Powell di Villa San Giovanni.

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