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Una «profonda critica al ddl Gelmini» che, oltre a «incidere profondamente sul fondo di finanziamento ordinario degli atenei, negando di fatto il diritto allo studio», ridimensiona «radicalmente il ruolo di indirizzo del Senato accademico» e «indebolisce il principio di rappresentanza delle strutture didattiche e di ricerca».
È quanto scritto in un comunicato firmato da cinque presidi delle facoltà di Agraria, Farmacia, Ingegneria, Lettere e Scienze dell’Università della Basilicata (Michele Perniola, Faustino Bisaccia, Ignazio Mancini, Pasquale Frascolla e Onofrio Di Vincenzo) e letto stamani, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti che si e’ svolto sul tetto dell’Ateneo Lucano. «I presidi, inoltre, esprimono l’auspicio che dall’attuale discussione alla Camera o il testo del ddl venga definitivamente respinto, o esca significativamente migliorato nei contenuti e con le necessarie garanzie di risorse finanziarie certe e immediatamente disponibili». Sui tetti dell’Ateneo lucano continua anche la protesta degli studenti universitari, «e le iniziative proseguiranno – ha detto il rappresentante dell’associazione Sui Generis, Antonio Candela – se, come crediamo, la riforma sarà approvata». Alcuni studenti hanno inoltre collegato degli altoparlanti a un computer portatile per trasmettere nei cortili del Campus l’audio del dibattito sul ddl Gelmini che si sta svolgendo alla Camera.

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