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MATERA – «Sono stati secondi complicati, non è stato facile. Io stesso avevo proposto di uscire per lasciare alla maggioranza l’onere di votare quello statuto ma senza i numeri sarebbe stato un danno. Per la città, per la candidatura. E’ per questo che sono rimasto».
Fabio Mazzilli racconta la candidatura di Matera a capitale della cultura nel 2019 vista dall’opposizione e lo fa da “primo tifoso” di questo risultato, ricostruendo le incongruenze degli ultimi giorni ed una situazione che rischiava quantomeno di esporre la città ad una brutta figura.
«Io credo che la candidatura di Matera nel 2019 vada oltre le questioni politiche, anzi sono convinto che oggi bisogna evitare di cercare la polemica ma camminare nella giusta direzione.
In pochi secondi ho parlato con Adriano Pedicini e ho deciso di non uscire, non era il caso».
Mazzilli si mostra anche convinto ed ottimista sul piano della candidatura e della sua riuscita. «Io credo che siamo a buon punto, abbiamo le carte in regola per vincere visti i criteri che vengono adottati per la scelta. Se si trattava di fotografare semplicemente l’esistente probabilmente sarebbe stati quinti in una teorica classifica. In realtà invece ciò che conti è dove ti trovi ora, da dove parti e soprattutto dove puoi arrivare.
In questo senso Matera ha certamente enormi potenzialità di crescita ed è dotata di una serie di bellezze naturali che altri non hanno.
Faccio l’esempio del teatro di cui pure si parla nel dossier, beh crearlo una volta diventati capitale della cultura non sarà difficile, si troveranno le risorse economiche per farlo.
Non è possibile invece riprodurre ciò che Matera puoi offrire attraverso i suoi spettacoli naturali dalla Cava del Sole piuttosto che dalla Palomba o da Porta Pistola.
Uno spettacolo unico che non è ricreabile. Per questo sono convinto abbiamo grandi possibilità perchè noi possiamo recuperare ciò che non abbiamo rispetto ad altri, altri non possono ricreare ciò che Matera ha».
Poi non manca nemmeno un commento diretto sul percorso di candidatura e sul dossier ed anche in questo Mazzilli non esita a sottolineare: «un punto di forza è stata certamente la scelta di professionalità come Verri e Grima, a mio giudizio esemplare che riproducono tra l’altro un entusiasmo ed un coinvolgimento reale nella descrizione e nella spiegazione del dossier, una partecipazione che credo possa fare colpo anche sulla commissione.
Mi pare nel dossier che il teatro sia un falso problema facilmente risolvibile così come mi piace l’idea di riprodurre l’Arca di Prometeo ridando vita ad una cosa che al momento non viene pienamente utilizzata che è in qualche modo il percorso che hanno fatto i materani nel corso di questi anni e che ha avuto esiti positivi in termini di crescita.
Qualche progetto difficile da realizzare da libro dei sogni visto che si parla di Tangenziale, metropolitana leggera? Io credo che si tratti di progetti che la città attende e che con la capitale della cultura potranno ricevere una spinta decisiva ed essere davvero realizzati. Anzi credo si potrà guadagnare tempo e cercare fattivamente di realizzarli.
Non lo dico così, ma ci credo davvero. Così come credo a Matera capitale della cultura. E’ anche per questo che ho avuto difficoltà a fare quella scelta venerdì. Una scelta contro Matera capitale della cultura non era la nostra scelta. Su questo la politica deve rimanere fuori e bisogna lavorare comunque in un’unica direzione».
Per chiudere Mazzilli non esita anche a dare un consiglio al primo cittadino.
«Io fossi in Adduce utilizzerei questi giorni che ci separano dalla visita della commissione per spiegare e comunicare al meglio l’importanza della capitale della cultura.
Una conoscenza ed una consapevolezza che non è ancora di tutti e che va invece ancora lanciata come messaggio forte e concreto a cui non è possibile tirarsi indietro».

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