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MELFI – Manca poco per il grande evento che segnerà la rinascita dello stabilimento Sata di Melfi.

Manca ancora l’ufficialità ma Fiat si sta preparando per il grande lancio della nuova Jeep Renegade made in Basilicata che molto probabilmente ricadrà in occasione del ventesimo compleanno dello stabilimento. E da oggi parte la produzioni su due turni di lavoro per un impostato di 100 unità, a cui, già a partire da ottobre dovrebbe aggiungersi il terzo turno. 

E il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, interviene per ribadire il ruolo centrale che lo stabilimento automobilistico lucano ha non solo per la Fiat ma per l’intera comunità della Basilicata.

«Dall’azienda arrivano indicazioni importanti sul nuovo modello – spiega Evangelista – In questo periodo la Jeep viene testata dai giornalisti e i primi riscontri sono positivi.

Inoltre Torino ha espresso soddisfazione per il buon indice di qualità raggiunto e per l’impegno e l’attenzione che i lavoratori stanno mettendo in questa nuova sfida produttiva».

Per il segretario della Fim il vero indicatore di successo sarà il numero degli ordini che partiranno dal 27 settembre.

Il mercato francese avrà le prime vetture Jeep made in Basilicata, ma anche la vecchia Punto resta sotto stretta sorveglianza da parte del sindacato in vista di novità future.

«Oggi più che mai – ribadisce Evangelista – c’è bisogno di sinergia tra azienda, sindacati e istituzioni locali, a partire dal presidente della Regione, Marcello Pittella, e dal sindaco di Melfi, Livio Valvano, affinché Melfi e la produzione di auto diventino un elemento di eccellenza del territorio».

«Promuovere anche questa realtà produttiva – continua il segretario della Cisl Evangelista – vuol dire valorizzare i lavoratori di questo profondo Sud che sono capaci di realizzare prodotti di elevata tecnologia e qualità; l’avvio delle nuove produzioni, oltre a riscattare momenti bui, deve essere dunque l’occasione per lanciare agli investitori un messaggio di fiducia: la Basilicata c’è e sa fare cose grandi. Per questo – conclude il segretario di categoria della Cisl – tocca a tutti noi vigilare e pretendere che il progetto Fiat si realizzi a pieno. Perché solo mantenendo e rilanciando il lavoro, tuteliamo i lavoratori, le loro famiglie e l’economia regionale».

Nel frattempo, la produzione su tre turni già in programma per ottobre, lascia ben sperare sulla presenza della nuova Jeep sui mercati internazionali.

 

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