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MATERA – Il percorso che ha condotto Matera alla vittoria nella corsa a Capitale della cultura nel 2019, è stato descritto dal Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo che ha postato su Facebook una lunga riflessione. Tra i primi ad arrivare in piazza san Giovanni, dove venerdì scorso la città ha atteso il verdetto, De Filippo scrive: «C’è una gioia legata all’ottenimento per Matera del titolo di Capitale europea della Cultura che va oltre il titolo ottenuto, con effetti e insegnamenti destinati ad andare al di là del 2019 tanto come orizzonte temporale che come circostanza.
Sembra lontano il tempo in cui l’idea di Matera 2019 venne alla luce. Quando l’associazione “Matera 2019” e il suo presidente Francesco Salvatore a cui va il merito di aver lanciato l’iniziativa me ne parlò, non ebbi esitazione a sposare il progetto e lo dico oggi che il sogno si è realizzato, non certo perché avessi una sicurezza che sarebbe andato in porto. La verità è che ci sono fermenti, sfide, che producono crescita nelle comunità a prescindere dalle attestazioni che raccolgono».
Guardando al futuro De Filippo spiega però la scelta di ricordare questo passaggio: «Forse qualcuno può trovare strano, fuori tempo, che io ora possa affrontare un tema che sarebbe stato buono a giustificare un insuccesso. Ma questo ragionamento fatto in un altro momento sarebbe stato visto come il tentativo di mettere le mani avanti da parte di una persona che forse più di altri aveva la responsabilità di aver lanciato la sfida. Ora serve a trarre un insegnamento per il futuro, a cristallizzare una sorta di “best pratice” da riproporre per conseguire risultati.
Se quel sogno non avesse trovato sponde in grado di sostenerlo – prosegue – dando vita prima al Comitato poi alla Fondazione, le potenzialità del territorio oggi messe in campo sarebbero rimaste solo latenti al punto che l’ottenimento del titolo, per quanto importante, è un elemento aggiuntivo rispetto ai già gratificanti risultati che si è riusciti a mettere in campo ad opera di tanti e in questi anni di coinvolgente partecipazione».
E nella ricostruzione dei fatti, De Filippo ricorda il suo primo incontro con l’attuale direttore del Comitato 2019. «Era a quelli, ancor prima che al risultato finale, che pensavo quando, ad esempio, incontrai Paolo Verri, che era approdato in Basilicata in occasione del progetto “Visioni Urbane”, per chiedergli di mettere la sua professionalità al servizio di questa terra, di persone che, come il sindaco Salvatore Adduce, avevano il merito di credere in una possibilità che avrebbe segnato il simbolico riscatto storico di una comunità. E, lo dico oggi che sarebbe facile attribuirsi doti di preveggenza. Anche se non fossimo stati i prescelti non mi sarei sentito uno sconfitto – chiarisce subito.
«Allo stesso modo, dico che in questi anni non sono mancate le critiche di chi, in modo più o meno velato, diceva che bisognava pensare al solito “ben’altro” e non a una questione futile e che, per di più, non si sarebbe mai concretizzata.
Non è polemica che voglio fare, tutt’altro. C’è chi sostiene che un vincitore a volte è solo un sognatore che non si è arreso, e il saper sognare conta quanto il sapersi rimboccare le maniche nel realizzare i progetti; se manca l’uno o l’altro elemento i progressi non arriveranno. È così il riconoscimento di Matera 2019 deve insegnarci che non c’è nessuna partita che non vale la pena di essere combattuta dall’origine, non c’è nessun risultato scontato.
Ci sono solo opportunità e volontà di coglierle, e anche quando il successo non dovesse essere pieno, lo sforzo di realizzare qualcosa ci rende già migliori».
Matera sarà Capitale europea della cultura nel 2019. Ma dobbiamo guardare anche oltre – conclude – perché quella fiaccola che ha fatto brillare i nostri cuori e gli occhi di una piazza in fremente attesa del verdetto portino gli stessi successi in altri campi». E infine un riferimento all’intera regione, parte integrante del percorso che condurrà al 2019. « La Basilicata, la piccola Basilicata ne è capace».

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