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La presentazione del documento ieri in Regione

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POTENZA – Un “no” che non è pregiudiziale o egoistico, ma legato a dati scientifici: questo il concetto di fondo del Documento unico delle osservazioni tecnico – scientifiche (Dots) alla “Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”, illustrato ieri ai consiglieri regionali e ai rappresentanti degli enti locali in una videoconferenza promossa dall’assessore all’Ambiente Gianni Rosa.

Si legge in una nota della Regione: «Le aree individuate come potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito nazionale e del parco tecnologico, interamente o parzialmente ricadenti nel territorio della regione Basilicata, devono essere riclassificate nell’ordine di idoneità, nel senso di una oggettiva bassa idoneità ovvero non idoneità, tale da giustificarne l’esclusione dalla Cnapi».

Ribadisce il presidente della Regione Vito Bardi: «La Basilicata esprime la totale unanime contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco tecnologico redatta da Sogin nei 16 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale».

Bardi ricorda il «percorso condiviso» con i cittadini e le indicazioni del consiglio regionale (che in una risoluzione approvata all’unanimità il 13 febbraio scorso aveva impegnato la giunta «a praticare ogni utile iniziativa finalizzata a far desistere il governo da ogni possibilità di allocare sul territorio regionale il deposito», nominando una cabina di regia composta «da persone in possesso delle competenze tecnico-scientifiche, nonché giuridiche, atte a scongiurare detta eventualità», insieme ai Comuni.

Inoltre, la Regione Basilicata «ha coinvolto e si è confrontata con la vicina Regione Puglia con la quale si condivide uno dei siti inseriti nella Cnapi».
Ecco perché l’atto non è «una sterile contrapposizione istituzionale tra Stato e Regione, ma frutto di accurate riflessioni tecnico-scientifiche».

E’ intervenuto anche il dirigente generale del dipartimento Ambiente Giuseppe Galante: «Siamo partiti dalla mappa dei criteri e abbiamo definito un metodo, scegliendo una regia regionale per non frantumare le osservazioni dei diversi territori e difendere unitariamente il territorio. Abbiamo puntato inoltre sulla condivisione dello spirito della consultazione pubblica, garantendo la massima trasparenza, la partecipazione di territori e comunità tecnico scientifiche, l’accessibilità delle informazioni e la divulgazione degli esiti del lavoro nei tempi previsti».

«Il nostro fermo no – dichiara Rosa – che abbiamo espresso sin dall’inizio, ad ogni ipotesi di localizzare in Basilicata il deposito dei rifiuti radioattivi, oggi è supportato non soltanto da dati politici ma da valutazioni tecniche e scientifiche che dimostrano che il nostro territorio non è idoneo ad ospitare il deposito. L’unità del popolo lucano è rappresentata dalle istituzioni che partecipano a questo incontro, dalla capacità di fare osservazioni tecniche e di ottemperare alle scadenze nonostante si parli di una proroga. E proprio il fatto che la Regione Basilicata non beneficerà della proroga del termine per la presentazione delle osservazioni rappresenta l’efficacia della compattezza delle posizioni assunte ai vari livelli istituzionali”.

Chi voglia presentare integrazioni al Documento unico potrà farlo «nelle prossime ore», è scritto nel comunicato. L’atto «sarà formalmente approvato dalla giunta regionale e inviato entro il 5 marzo per la consultazione pubblica avviata dalla Sogin».
Per sottolineare il “no” e fare fronte comune, si è costituito – come si legge da un altro comunicato diffuso ieri – il Comitato No Scorie Puglia e Basilicata «a cui hanno già aderito diverse istituzioni, associazioni e cittadini».

La presentazione oggi alle 17 sulla piattaforma per videochiamate collettive Zoom.
«Dopo diverse assemblee pubbliche, molto partecipate, si è deciso di manifestare in modo coordinato nei diversi paesi coinvolti attraverso delle manifestazioni simultanee», aggiungono i responsabili.

E ancora: «Sia il coordinamento che i comuni e gli altri Enti territoriali stanno predisponendo osservazioni alla Cnapi e alla procedura attivata da Sogin per l’individuazione dei siti da destinare a Deposito unico nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari».
Ecco il calendario delle manifestazioni previste in Basilicata il 28 febbraio prossimo alle 10 ad Altamura in piazza Duomo, a Gravina di Puglia nel piazzale antistante il Comune, a Laterza in piazza Vittorio Emanuele, a Matera in piazza Vittorio Veneto, a Oppido Lucano in piazza Marconi.

Le manifestazioni saranno trasmesse anche in diretta Facebook e Youtube dai canali social dei gruppi aderenti.
«Al coordinamento – fanno sapere gli attivisti – hanno aderito finora oltre 150 gruppi e associazioni di tutti i territori interessati in Puglia e Basilicata».

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