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LAVELLO – Un patrimonio di centinaia di ettari di fondi agricoli. Questo la stima di quelle che la legge definisce come terre civiche ovvero terre della collettività.
Croce e delizia di tutte le amministrazioni comunali, cavalli di battaglia elettorali, millantata panacea di tutti i mali di bilancio, le terre civiche del comune di Lavello stanno tornando nella disponibilità dell’ente dopo lunghe battaglie giudiziarie e bracci di ferro tra ex conduttori , forze politiche locali ed amministratori.
Dopo le recenti pronunce dei tribunali lucani e pugliesi , in ragione dell’estensione delle terra anche in altre regioni, il comune di Lavello ha affrontato di petto la situazione con un vero e proprio atto di forza nei confronti di una delle cooperative agricole occupatrici dei terreni.
L’assessore al patrimonio Raffaele Pettorruso si è fatto promotore dell’iniziativa che ha visto impegnato l’ente comunale con l’ufficio tecnico e l’ufficio contenzioso, la polizia municipale e i carabinieri della locale stazione.
Primi passi verso la definitiva liberazione delle terre civiche al fine di poter, in tempi brevi, decidere delle loro destinazione. Oltre trenta anni di conduzione da parte di differenti cooperative agricole hanno infatti reso impossibile all’ente di trarre idoneo profitto dalla terre collettive.
«Dopo la gara per l’individuazione di un conto terzista che potesse coadiuvarci nelle operazioni di immissione in possesso delle terre civiche – ha spiegato Raffaele Pettorruso – abbiamo iniziato a frangizollare parte dei fondi per poi procedere alla futura semina».
«Siamo – ha ribadito l’assessore Pettorruso – ad un giro di boa, una vera e propria inversione di rotta che segna il passo a nuove opportunità per il Comune di Lavello, a nuove opportunità per i giovani e che soprattutto consente all’ente di poter amministrare un patrimonio così vasto da tempo gestito solo da pochi».
Intanto si attendono a breve ulteriori iniziative da parte dell’ente anche nei confronti di altre cooperative agricole che attualmente occupano terre civiche nonostante le intervenute pronunce dei tribunali.

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