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POTENZA – Mentre infuria la bufera sull’Arpa di Basilicata, dopo il dossier di denunce contro il direttore generale Aldo Schiassi presentato dalla Cgil di Basilicata, spunta fuori una delibera della Regione, approvata agli inizi di gennaio, che ricostruisce i principali passaggi di quel bilancio di previsione 2014 mai approvato.
Una vicenda di cui ancora non sono state chiarite le responsabilità, che ora sarebbero anche oggetto di una inchiesta della Procura della Corte dei Conti di Potenza. Gli uffici di viale Verrastro, e in particolare quello delle Risorse finanziarie e bilancio – cui spetta il compito di vigilanza sulle agenzie regionali – sostanzialmente scaricano su Arpa. Definendo “errata” quella delibera del direttore con cui, a dicembre 2014, l’Agenzia, con tanto di parere favorevole rilasciato dal Collegio dei Revisori, ha approvato l’assestamento al bilancio di previsione. L’errore appare abbastanza evidente: la delibera, invece di fare riferimento al bilancio di previsione dell’Agenzia , richiama la legge di bilancio di previsione pluriennale di un altro ente, quello della Regione.
Ed è stato a questo punto che gli uffici di viale Verrastro, a fine 2014, si sono accorti, non solo della vistosa anomalia, ma soprattutto del fatto che che il bilancio di previsione dell’Agenzia non era stato mai approvato. Non una svista da niente, visto che nel frattempo l’Arpa Basilicata ha continuato ad assumere impegni di spesa. A quanto pare, però, senza che nessuno se ne sia accorto. Neanche il direttore fresco di nomina, Aldo Schiassi che evidentemente s’insedia senza prendere visione del bilancio. Secondo la ricostruzione che ne fa la Regione il qui pro quo risale già ai mesi precedenti. E si accavalla ai ritardi con cui la Regione ha approvato il proprio documento economico, dopo le elezioni anticipate di novembre: se di solito la Finanziaria arriva in Consiglio tra inizio e fine anno, per il 2014 è stato necessario aspettare fino ad aprile. Nel frattempo, l’Arpa ha sì approvato il proprio bilancio di previsione, ma non avrebbe provveduto a integrare la documentazione, così come richiesto da viale Verrastro. In particolare non avrebbe trasferito gli schemi previsti per il bilancio sperimentale. L’ente – scrive la Regione – “avrebbe dovuto riapprovare il proprio bilancio secondo quel modello”. A luglio, il Consiglio dà l’ok ai bilanci degli altri enti strumentali, ma non a quello in questione. Nel frattempo, in via della Fisica c’è stato il cambio di guardia, ma si va avanti come se nulla fosse. Fino a dicembre, quando l’anomalia emerge proprio in relazione a quella delibera che approva l’assestamento sulla base di un richiamo sbagliato: quello al bilancio di un altro ente. Evidente l’imbarazzo conseguito alla scoperta, anche perché dal collegio dei revisori dell’ente non era stato segnalato alcun tipo di irregolarità. Sarebbe stata la stessa Regione a rivolgersi alla sezione giudicante della Corte dei Conti per verificare anche l’eventualità di un commissariamento ad acta dell’Ufficio bilancio. E con molta probabilità potrebbe essere stato proprio questo a dare impulso alla indagini della Procura contabile che, oltre a quelle relative alla vicenda del bilancio, sta portando avanti accertamenti relativi al massiccio ricorso a professionalità esterne denunciato dalla Cgil.

m.labanca@luedi.it

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