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Total interviene sull’ordinanza emessa dal sindaco di Corleto, Rosaria Vicino, che ha vietato l’utilizzo delle acque, con una risposta che lascia sconcertati e sollecita molti dubbi. Il sito è inquinato, per attività antecedenti all’arrivo della stessa società francese, e si sapeva da tempo.
Le analisi ufficiali – fa sapere la multinazionale del petrolio – risalgono ormai a ottobre scorso. In più, l’area, proprio a seguito delle indagini condotte da Total, con tanto di controprova Arpab, è stata delimitata e recintata. L’accesso è interdetto a mezzi, persone e animali così come prescritto dalla normativa di riferimento.
Ed è per questo che la compagnia francese si dice «sorpresa» per il provvedimento adottato, che vieta l’acqua per uso potabile, irriguo e per l’abbeveramento degli animali.
In una lunga nota che riprende le principali tappe della storia del pozzo Perticara 1, spiega: si tratta di un’area di miniera, facente parte della concessione Gorgoglione, dichiarata potenzialmente contaminata già dal 2001, dell’allora rappresentante unico della concessione che era Eni.
Nel 2010 Total acquisiva questo e altri siti dichiarati potenzialmente contaminati, programmando un’attività di caratterizzazione del sito. Piano che è stato effettivamente illustrato agli enti competenti da parte della francese del petrolio solo tre anni dopo e successivamente approvato, in una conferenza di servizio ad hoc. Quindi partivano le indagini, a cui hanno preso parte anche i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, e che si sono effettivamente svolte tra il luglio e il settembre dell’anno scorso.
Nel frattempo – precisa Total – «non è stata avviata alcuna attività industriale o civile» nell’area del pozzo Perticara 1. Da queste analisi, a disposizione già dall’autunno scorso, emergevano contaminazioni che – spiega ancora Total – «hanno reso necessario la rimozione del terreno impattato attraverso la messa in sicurezza dell’area, avviata e conclusasi il 30 ottobre». Con tanto di comunicazione agli enti preposti, tra cui anche il Comune di Corleto. Per quanto riguarda le acque sotterranee, nella stessa nota venivano comunicati i superamenti di alcuni elementi e il conseguente avvio delle attività di messa in sicurezza della matrice acqua a partire dal 30 ottobre scorso. “A tale riguardo, dall’interpretazione dei risultati delle attività condotte, si è potuto riscontrare l’assenza di una falda propriamente detta e che le acque intercettate sono riconducibili a infiltrazioni localizzate di acque meteoriche che seguono vie preferenziali fino alla zona di accumulo”. Total fa sapere che è tutt’oggi impegnata nell’attività di monitoraggio dell’acqua sotterranea secondo modalità condivise con Arpab, «ed è in attesa di avviare le previste operazioni di collaudo scavo in contraddittorio con la stessa Arpab».

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