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POTENZA – «Vi lasciamo in mano un ente con i conti a posto». Il segretario generale della Camera di Commercio potentina ha concluso così l’altro ieri la breve presentazione del bilancio di esercizio del 2014, approvato all’unanimità come primo atto del neopresidente Michele Somma, dopo la tribolata seduta in cui si è registrato l’abbandono di 10 consiglieri.
In realtà – se l’avanzo dell’azienda speciale Forim, anch’esso approvato all’unanimità dai 17 votanti, è stato definito «contenuto» – tra le pieghe del bilancio della Ccia si registra qualche numero non proprio allettante. Giovedì, l’ala “innovatrice” di via dell’Edilizia ha votato sulla base delle slide presentate dal segretario Suglia, neanche tutte perché a un certo punto ci sono stati problemi tecnici al computer, mentre il documento integrale era stato inoltrato a tutti via mail perché ne prendessero visione: ma anche dai grafici esposti e dal documento di 13 pagine distribuito in sala assieme alla Relazione del Collegio dei revisori della Corte dei conti emerge una flessione sia nelle posizioni (41.230 nel 2010, con un gettito di 5,5 milioni di cui 4,3 riscossi pari al 79,54%, e 39.811 nel 2014, con gettito e riscossione rispettivamente a 5,7 e 4,6 mln, ovvero l’82%).
A fronte di una flessione nelle posizioni, dunque, gettito e riscossione crescono sia in termini assoluti che percentuali nel confronto 2010/2014.
Il trend del registro imprese segna sempre la prevalenza del settore agricoltura (ma nel giro di un lustro le posizioni attive delle imprese, che nel 2010 erano poco più di 12mila, sono calate di circa 2mila unità), seguito da commercio (da poco oltre la soglia di 10mila a poco sotto), artigianato (qui la crescita è esponenziale: le 6mila posizioni nel 2010 stanno aumentando di anno in anno e la soglia delle 8mila si fa sempre più vicina). Abbondantemente sotto le 6mila posizioni, invece, i settori industria – in calo costante e quasi speculare alla crescita dell’artigianato – e servizi. Attorno a 2mila le altre classificazioni, mentre colpisce lo scarsissimo peso del turismo: quasi inclassificabile. Dato su cui riflettere, nella regione che dovrebbe prepararsi al meglio ad accogliere sempre più turisti in vista del 2019 in cui si celebrerà Matera Capitale della cultura. Potrebbe essere uno degli indicatori da tenere d’occhio nel bilancio 2015 per vedere come ha reagito il tessuto produttivo alla opportunità data delle celebrazioni.
Suglia, dal canto suo, ha rivendicato l’operazione di pulizia nel registro delle imprese, che ha permesso di eliminare posizioni inesistenti o inattive. E fatto notare come nel rapporto oneri correnti-costi, il primato continui a spettare, con una tendenza stabile nell’arco dei 5 anni, agli interventi promozionali (oltre 3 mln): 34% sia nel 2010 che nel 2014, il picco (36%) nel 2012. Al secondo posto sempre le spese di funzionamento dell’ente (poco sopra i 2 mln), in calo di un punto (dal 23 al 22%) rispetto al 2010. Infine il personale, per cui si è speso nel 2014 un milione e 915mila euro (20% degli oneri correnti, pari a 9,458 mln): la cifra cresce in termini assoluti visto che nel 2010 gli oneri correnti non arrivavano a 8,9 mln, ma cala di 2 punti in termini percentuali (nel 2010 il dato era 22%).
Tutto sommato positivo anche il grafico sullo stato di salute della Camera di Commercio potentina: netto e liquidità in crescita nel quinquennio (rispettivamente da 10,5 a 12,2 mln e da 7,2 a 9 mln). Il risultato d’esercizio si ferma a 65.242,68 euro (l’anno scorso sfiorava il milione e nel 2011 superava gli 830mila).

e.furia@luedi.it

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