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IL DISEGNO di legge presentato ieri è rivolto a imprese artigiane, consorzi e società iscritte all’albo, oltre che ai Confidi e alle associazioni di categoria. Attori del sistema sono i Comuni, che si occupano di realizzare le aree attrezzate e predisporre i servizi, e le Camere di Commercio, cui sono delegate le funzioni amministrative. Alla Regione spetterà invece l’adozione di provvedimenti diretti alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato e alla valorizzazione dei prodotti, con un’attenzione particolare all’occupazione giovanile, ai corsi di formazione e agli aiuti per startup gestite da donne o disabili.
Nell’ottica della spending review, sono state abolite le Commissioni provinciali a favore di un’unica Commissione regionale (composta da uffici e 5 rappresentanti delle associazioni di categoria non remunerati, contrariamente a quanto accadesse prima, se non per i rimborsi spesa), che deciderà sui ricorsi contro i provvedimenti della Camera di Commercio ed elaborerà un rapporto annuale, oltre a occuparsi di programmazione regionale; ma l’operazione di snellimento interesserà anche la burocrazia: l’iscrizione all’albo avverrà in un solo step tramite un’unica comunicazione.
La novità più rimarchevole è la messa in funzione della Bottega Scuola, connessa all’istituzione della figura del “maestro artigiano” (la Commissione regionale ne curerà l’elenco): la qualifica sarà attribuita al titolare d’impresa del settore artistico, tipico o tradizionale che diventerà così Bottega Scuola. Si tratta di una “staffetta generazionale” pensata per salvaguardare i mestieri in via di estinzione.
«Il ddl artigianato – ha commentato l’assessore Liberali – fa seguito a una domanda pressante del settore. Ora possiamo dire che lavoreremo da subito sul Testo unico per il commercio, altra grande impellenza».

e.furia@luedi.it

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