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MATERA – «Potrei dire tante cose, ma si possono confondere con tante altre ma dirò soltanto grazie a Matera, alla Basilicata, a chi ci ha creduto, a chi ci ha messo la faccia e le braccia».
Salvatore Adduce non aggiunge altro, sul palco di piazzetta Pascoli mentre alle sue spalle sulla facciata di Palazzo Lanfranchi luci colorate proiettano stelle.
Pochi attimi prima, insieme ai panificatori materani, aveva trasportato decine di forme di pane che, come tradizione, aveva “strazzato”. La festa organizzata al ritorno da Bruxelles, dove lunedì si era svolta la cerimonia di proclamazione ufficiale di Matera e Plovdiv capitali europee della cultura nel 2019, si era aperta con il video del 17 ottobre scorso quando il ministro Franceschini pronunciò il nome di Matera.
I versi di “Sempre nuova è l’alba” e “E’ fatto giorno” di Rocco Scotellaro letti da Rita Montinaro richiamano i materani alle loro origini, alla storia che li ha formati.
Momenti significativi sottolineati anche dalle immagini dei festeggiamenti, dalle testimonianze di Rossella Tarantino, Angelo Tosto (all’epoca entusiasta consigliere comunale), gli abbracci fra i componenti del comitato Matera 2019 e l’esaltazione di piazza San Giovanni.
Ieri sera in piazza ce n’erano ancora alcuni, l’assenza degli altri era imposta da una campagna elettorale senza esclusione di colpi.
A cominciare dalla scelta di svolgere la serata nello stesso luogo negato al candidato sindaco Raffaello De Ruggieri, ex componente del comitato, oggi avversario di Adduce che aveva declinato l’invito (come Angelo Tortorelli e Antonio Materdomini, ndr.).
La ridda di botta e risposta, polemiche e difese d’ufficio si era scatenata su facebook già dal mattino con immagini dei camion per l’allestimento del palco in via Ridola.
Profilo basso e più improntato all’intrattenimento anche per Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera 2019 che ha arringato il pubblico (scarso, forse per la concomitanza con la partita Juve-Lazio?) invitandolo ad applaudire più di quanto avesse fatto la commissione a Bruxelles. Sul palco anche il rumit, l’uomo-albero che già il 17 ottobre scorso aveva raggiunto Matera a piedi e che ieri ha intonato il suo canto tipico.
Subito dopo, spazio al programma con Dino Paradiso, i Tarantolati, il Complesso bandistico della città di Matera, Marco Bileddo, Rino Locantore e U’ Uagnin assnziel e poesie lette da Angelo Sarra, Antonio D’Ercole e Francesca Tota.

a.ciervo@luedi.it

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