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POTENZA – Un manoscritto di 41 pagine per spiegare gli affari del clan Martorano, con tutti i nomi degli «attivi» e dei fiancheggiatori.

Lo ha consegnato ai pm dell’antimafia lucana Natale Stefanutti (32), figlio del noto pregiudicato potentino Dorino (55), ex boxeur potentino già condannato per associazione mafiosa e a 24 anni di reclusione (in primo grado) per l’omicidio di Donato Abbruzzese.

Da novembre il giovane Stefanutti ha iniziato a parlare con gli investigatori, e da 10 giorni è sotto protezione come testimone di giustizia. Dopo l’arresto di quello che lui stesso aveva indicato come l’attuale «reggente» dello storico clan potentino, Donato Lorusso (42), accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

A incastrare Lorusso è stata la denuncia del titolare della ditta che gestisce lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri lucani, che ha consegnato agli investigatori anche anche una registrazione con la richiesta di una «mazzetta» da 10mila euro per i detenuti del clan.

Un riscontro immediato quanto inaspettato alle dichiarazioni di Stefanutti, che sembra aver convinto gli inquirenti della Dda di Potenza e della sezione anticrimine della Questura, impegnati nelle verifiche anche sugli altri capitoli delle sue rivelazioni: la droga, i rapporti con le più potenti ‘ndrine del crotonese e i vecchi rivali del superclan basilischi, gli imprenditori “vicini” e i “ganci” in Cassazione che dalla Calabria avrebbero promesso di attivare per aiutare gli amici lucani a risolvere le loro situazioni giudiziarie.
Nel memoriale consegnato agli inquirenti potrebbe esserci anche altro, dato il riserbo calato subito dopo l’arresto di Lorusso (ai domiciliari, ndr).

Nelle carte a sostegno delle sue accuse gli omissis non si contano, per questo nei prossimi mesi non è escluso che ci siano altri sviluppi.

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