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Uno dei dati che saltano agli occhi è quello del trasporto: la spesa prevista nei prossimi anni cala parecchio.

Ma nell’ipotesi di bilancio riequilibrato, che in questi giorni sarà studiato dalla seconda commissione consiliare e poi dal consiglio comunale, ci sono diverse cifre a dettare uno scenario della città che sarà.

La cinghia, a Potenza, andrà stretta ancora per un po’. Ma non tutte le voci in diminuzione sono tagli necessari per il momento di ristrettezze: in molti casi – spiegano da Palazzo di Città – si tratta di risparmi sullo spreco.

Con un dato generale indicativo: la spesa corrente (quella cioè legata a servizi per il cittadino e al personale, su cui viene caricata la quotidianità) dovrebbe passare da quasi 89 milioni di euro ai 65 milioni.

È un blocco di pagine importante quello che racchiude i numeri del bilancio del Comune di Potenza. C’è il conto dell’anno del dissesto, il 2014, quello dell’anno in corso e quello costruito voce su voce fino al 2017.

Il bilancio pluriennale, infatti, contempla i quattro anni – dal 2014 al 2017 – che il Parlamento ha da poco concesso ai Comuni in dissesto per risanare i propri conti, grazie alla trasformazione in legge delle previsioni del decreto Enti locali.

In quattro anni il Comune dovrà risalire la china e riportare in pareggio il proprio rendiconto, potendo contare su un contributo della Regione di circa 42 milioni di euro. Una cifra, quest’ultima, che nel bilancio comunale compare spacchettata in più voci: trasferimenti su scuole, trasporti, servizi sociali, ambiente.

Il testo del bilancio di previsione del Comune di Potenza è da ieri allo studio dei consiglieri comunali che chiederanno conto, analizzeranno e poi dovranno votare il provvedimento nel giro di una settimana.

Sarà quello il punto – spiegano un po’ tutti – da cui far ripartire l’attività amministrativa della città. E quella politica.
Qualche dato interessante comincia a emergere.

Nel 2014, anno in cui è stato dichiarato il dissesto, non sono state registrate entrate per il contributo dell’utilizzo delle strutture comunali per attività specifiche del settore culturale, ma nei tre anni successivi il servizio dovrebbe portare alle casse del Municipio circa 50 mila euro.

È previsto un introito anche per la pubblicità e le affissioni, settore che – è stato denunciato dalla nuova amministrazione – si trovava in piena deregulation: 100 mila euro sono ipotizzati ogni anno dal 2015 in poi.

Aumenta, invece, la spesa prevista per l’illuminazione, ma è per un investimento con fondi europei. Nel 2016 la voce tocca quota 2 milioni e 250 mila euro (nel 2014 era ferma a 708 mila) perché comprende l’investimento sui nuovi pali della luce a risparmio energetico, che il Comune potrà realizzare attraverso un finanziamento del Fondo sviluppo e coesione.

Dagli uffici è stata diffusa anche una ipotesi di entrate legate alla Tari, la tassa sui rifiuti. Nei prossimi anni dovrebbe standardizzarsi – queste le prospettive – sui 17 milioni di euro.

Circa 20 mila euro, invece, dovrebbe essere la quota di introiti per gli ingressi della piscina comunale.

L’abbattimento di spesa più importante è sui trasporti. La voce, sulla spesa corrente, passa da più di 10 milioni e mezzo di euro nel 2015 a poco più di 7 milioni per i due anni successivi. Se si analizza il servizio di trasporto anche nelle voci di conto capitale, cioè quelle legate a spese per investimento, il costo totale del servizio passa dai 26 milioni di euro ai dieci previsti nel prossimo anno.

Un taglio sembra sia previsto nell’assistenza scolastica: da circa 2,5 milioni di euro nell’anno in corso al milione e mezzo di euro per quelli futuri.

Tra queste cifre e le molte altre che adesso i consiglieri dovranno giudicare è racchiusa la prossima stagione del capoluogo.

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