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SI SONO COSTITUITi in un gruppo (Gruppo Lucani neoassunti in ruolo fase B Legge 107/2015) i neo assunti in ruolo lucani sul sostegno nella fase B del piano Assunzionale della Buona scuola ed in vista della contrattazione collettiva nazionale integrativa (CCNI), hanno approntato un documento nel quale avanzano alcune richieste.

Innanzitutto, cancellare le regole relative al vincolo quinquennale; unire le due fasi B (cattedre di diritto) e C (cattedre di fatto) in occasione della mobilità straordinaria 2016/17; riconoscere l’eventuale servizio preruolo di sostegno ai fini del computo del vincolo quinquennale (a riguardo è già in atto un ricorso da marzo 2015); prevedere posti di sostegno in deroga come già accordato in altre regioni (per esempio Puglia e Campania).

Il gruppo in una nota inviata alla stampa spiega anche le ragioni che hanno portato alla realizzazione del documento: “queste richieste – è scritto – nascono dal fatto che la maggior parte dei 7000 neoassunti (su 9000) nella fase B non è stata reclutata, così come atteso, sulla classe di concorso su cui ha lavorato, acquisito competenze, professionalità ed esperienza per 10/15 anni, ma su sostegno scuola media superiore di I e di II grado, quasi sempre con un punteggio molto più basso rispetto a quello posseduto sulla disciplina su cui in questi suddetti anni hanno lavorato, sentendosi fortemente lesi dalla mancata possibilità di scelta sia della disciplina che della provincia di assunzione, avvenute non su richiesta degli interessati, ma per arbitraria imposizione del MIUR, in quanto la domanda compilata non offriva tale possibilità”.

Ad oggi – si legge nella nota – sono presenti sul territorio lucano cattedre vacanti e disponibili (sostegno e disciplina) “su cui abbiamo sempre lavorato e su cui lavoreremo anche quest’anno che, dal prossimo anno scolastico (2016/17) saranno occupate dai reclutati nella fase C che hanno, nella stragrande maggioranza dei casi, minor punteggio/anni di servizio rispetto a chi occupa i primi posti in graduatoria”.

I primi della lista – dicono – “saranno costretti dalla legge 107/2015 “buona scuola” ad emigrare per occupare cattedre di diritto su sostegno al nord e a non avere possibilità di rientrare”.

Sta qui la ragione per la quale la proposta fondamentale risulta quella di superare il vincolo quinquennale, “concedendo la mobilità straordinaria su tutti i posti dell’organico dell’autonomia – sostegno, disciplina, potenziamento -, a scelta del candidato, tenendo conto delle abilitazioni, del punteggio e dei titoli posseduti, onde evitare di penalizzare completamente la possibile mobilità a questa fetta di docenti che, altrimenti, vedrebbero assolutamente infrante le possibilità di trasferimento”.

Il gruppo dei neoassunti, quindi, confida nella “sensibilità e solidarietà in vista della prossima contrattazione sulla mobilità straordinaria che avverrà nei prossimi mesi al fine di rimuovere almeno alcuni degli effetti nefasti della suddetta legge che ci angustiano e ci avviliscono come madri/padri, come persone, come cittadini e come professionisti”.

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