X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

POTENZA – La conferma ufficiale è arrivata ieri pomeriggio: il Dna della ragazzina di Tito che ad agosto ha risposto all’appello su facebook di Piera Maggio, non è compatibile con quello della piccola Denise Pipitone.
Si sono dimostrate esatte le indiscrezioni diffuse già nella giornata di mercoledì sull’esito dei test effettuati dai Ris di Roma e Messina, confrontando il campione di saliva prelevato venerdì scorso dai carabinieri di Potenza e quello della bimba, scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, è atteso per questa mattina.
Sembra quindi sempre più consistente la tesi dello «scherzo», ammesso dalla stessa ragazzina di fronte ai carabinieri.
Il giallo della scomparsa della bimba siciliana era arrivato in Basilicata la scorsa settimana, proprio dopo un appello di “Chi l’ha visto?” per capire qualcosa in più sulla ragazzina dietro il profilo Facebook da cui era partito quel messaggio che ad agosto aveva fatto sobbalzare Piera Maggio («sono denise mamma»).
Nelle ore successive una telefonata anonima era arrivata alla redazione della Rai di Potenza, indicando il paese dove vive la giovane.
Nel frattempo i militari della compagnia di Potenza hanno raggiunto la ragazzina prelevando, col consenso della madre, un suo campione di Dna.
Di fronte ai carabinieri la giovane aveva confessato subito che il suo era stato soltanto uno «scherzo» crudele, e sua madre si è fatta subito avanti per chiedere scusa.
Al Quotidiano della Basilicata la donna ha mostrato documenti, fotografie con una piccola in fasce e via via più grande. Riconoscendo la somiglianza tra sua figlia e le foto della piccola Denise, scomparsa quando aveva 4 anni, si è persino detta disponibile a farla incontrare con Piera Maggio. Ma da Mazzara del Vallo la madre di Denise si è rifiutata di parlare al telefono con lei.
«Mia figlia ha rovinato anche la sua vita: ora non esce più, la prendono tutti in giro». Aveva dichiarato la donna arrivata in Italia dalla Serbia nel 2004. «Io sono anche disponibile per venire incontro a quella mamma, dato che assomiglia a sua figlia, a lasciarla due o tre giorni con lei. Per passare un po’ di tempo con la bimba, se la fa sollevare un po’…»
Agli inizi del mese il caso di Denise aveva subito quella che a molti era apparsa una brusca battuta d’arresto con la conferma in Appello dell’assoluzione di Jessica Pulizzi, la giovane accusata di avere rapito la sorellastra di 4 anni (figlia dello stesso padre), una volta abbandonata la pista del rapimento ad opera degli zingari.
Durante il processo d’appello era emersa anche un’intercettazione ambientale del 2004, in cui Jessica avrebbe accusato sua madre di averla uccisa. Un’intercettazione considerata rilevante da cui sarebbe già partita una nuova inchiesta della Procura di Marsala.
l.amato@luedi.it

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE