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ROMA – Produzione culturale, turismo, zone di economia specializzata, tecnologia, strade, persino una piccola metropolitana che entro il 2018 attraverserà la città.

Non solo festa, per Matera il titolo di capitale europea della cultura 2019 deve essere prima di tutto un progetto di sviluppo territoriale, occasione rendere la città dei Sassi «attraente, ma anche attrattiva per gli investimenti».

Battagliero più che mai, Raffaello De Ruggieri, da giugno 2015 sindaco della cittadina lucana, espressione di una cordata di liste civiche, illustra in un Forum all’ANSA le iniziative in vista del 2019.

E se da una parte scioglie le riserve, annunciando che rimarrà presidente della Fondazione, non risparmia critiche al dossier ereditato dalla amministrazione che l’ha preceduto: «la cultura è prima di tutto produzione, la baldoria ludica mi interessa poco, mi interessano il brand e il potere contrattuale», sottolinea deciso.

Il 2019, argomenta l’avvocato sindaco pioniere di decenni di battaglie per il recupero della città dei sassi, non si può esaurire «in una serie di manifestazioni interessanti», deve essere l’opportunità anche per «cambiare i ritmi della città sotto il profilo economico».

Un concetto che secondo lui, nel dossier di candidatura non c’era (“mancavano le parole territorio e lavoro”) e che invece va assolutamente integrato, pensando per esempio a sfruttare l’interesse delle produzioni cinematografiche e offrendo loro una sorta di Cinecittà materana, con aree a disposizione per la pre e la post produzione.

Ma anche usando il potere contrattuale della città “per avere zone economiche speciali con capitali che godano della fiscalità di vantaggio» o lavori di alta tecnologia per i giovani del territorio, oltre a distretti di produzione culturale con le «Officine della cultura», che lui racconta come luoghi dove raccogliere giovani creativi che vogliano produrre cultura offrendo loro l’aiuto di personalità internazionali.

Tant’è, una festa comunque si farà presto, e sarà quella del Capodanno 2016 atteso in piazza con le telecamere di RaiUno che quest’anno – lasciata Courmayeur – festeggeranno la mezzanotte proprio a Matera. La convenzione tra Rai e Regione Basilicata è stata firmata, annuncia il sindaco, «e sembra che ci sia la possibilità anche di un contratto quadriennale fino al 2019. Per noi sarà uno spot incredibile».

Il turismo, è chiaro, sarà una delle cose su cui puntare, “seppure non l’unica», coinvolgendo però un pò tutto il territorio della Basilicata e non solo, «drenando i flussi in percorsi di qualità».

Resta il problema dell’accessibilità, ma la città, spiega De Ruggieri, punta tra le altre cose sulla realizzazione di una bretella stradale «che possa collegare A14 e Ferrandina» .

I turisti devono arrivare a Matera ma non solo, dice. Da scoprire c’è la via Bradanica della cultura, la terra dei grandi del passato, da Pitagora a Mantegna, l’idea, spiega, è quella di costruire un «Padiglione Basilicata».

Certo, le cose da fare sono molte, anche solo per attrezzare una cittadina di 62 mila abitanti ad accogliere il milione di visitatori previsto dalle stime.

E per questo il comune di Matera ha presentato una serie di emendamenti alla finanziaria e chiesto di uscire dal patto di stabilità : «dobbiamo poter fare assunzioni a tempo determinato, servono per esempio più vigili urbani e più addetti alle pulizie». Tra gli obiettivi, anche quello di convincere il governo a rifinanziare con 20 milioni di euro in tre anni la legge del 1986 per il recupero dei sassi. L’occasione del 2019 è di quelle da non mancare, ripete.

 

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