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La sede della Regione Basilicata

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POTENZA – Torna a vivere la convenzione da 978mila euro tra la Regione Basilicata e Gazzetta Amministrativa srl, «per realizzare, nella città di Potenza, l’evoluzione delle attività del “Centro di competenza per la digitalizzazione della pubblica amministrazione- area meridionale”». Nonostante i rilievi dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che al riguardo aveva parlato di «indebita sottrazione all’evidenza pubblica di appalti di servizi e forniture di rilevante importo».

E’ quanto ha deciso ieri il collegio del Tar Basilicata, presieduto da Fabio Donadono (Benedetto Nappi, primo referendario, e Paolo Mariano, referendario -estensore) accogliendo, in parte, il ricorso presentato dalla società fondata nel 2008 dall’avvocato e professore romano Enrico Michetti, che tra il 2012 e il 2017 si è vista affidare una serie di «servizi diretti all’evoluzione delle attività per la digitalizzazione» delle pratiche di via Verrastro. Per un valore di circa 2milioni di euro.

I giudici hanno censurato, in particolare, la determinazione con cui la Regione Basilicata, ad agosto del 2018, aveva preso atto della delibera sul tema dell’Anac. L’anno precedente, infatti, l’autorità aveva avviato una verifica sugli affidamenti effettuati dalla Regione Basilicata alla Fondazione Gazzetta amministrativa. Così erano emerse le tre convenzioni e le verifiche si erano concentrate sulle procedure seguite per la stipula.

Assimilando la Gazzetta amministrativa a una qualunque società fornitrice di servizi informatici, Anac aveva criticato il mancato ricorso, da parte della Regione Basilicata, a una comparazione con quanto offerto da altri operatori presenti sul mercato.

Di qui il verdetto inviato anche alla procura regionale della Corte dei conti, perché valutasse se contestare un eventuale danno erariale ai responsabili degli affidamenti alla Gazzetta.

La reazione di via Verrastro, all’epoca, non si era fatta attendere. Con la «sospensione «in via cautelare delle attività e dei pagamenti relativi all’affidamento in esame (…) nelle more della decisione in ordine all’adozione degli atti conseguenti». Poi è arrivato il ricorso al Tar della società Gazzetta amministrativa srl in cui è stato chiesto l’annullamento della delibera dell’Anac e della sospensione della convenzione sottoscritta a giugno del 2017 con la Regione Basilicata, che sarebbe dovuta andare avanti ancora per due anni.

Nel loro verdetto i giudici di via Rosica negano la possibilità di impugnare le delibere dell’Anac, in quanto non sarebbero di per sé produttive di effetti concreti. Quindi non si soffermano sulle controdeduzioni ai rilievi dell’autorità sulla correttezza delle procedure seguite per la stipula delle convenzioni.
Piuttosto il Tar si concentra sulla sospensione dell’ultima convenzione in vigore, da poco meno di un milione di euro in tre anni.

«La Regione Basilicata – scrivono – non ha previsto alcun termine nell’atto cautelare adottato, il che conclama l’assoluta indeterminatezza temporale della sospensione e, dunque, l’inosservanza del richiamato paradigma normativo. D’altra parte, che tale omissione – di per sé rilevante – si sia tradotta in un vulnus ai valori presidiati dalla norma è testimoniato dalla circostanza che allo stato, a distanza di oltre due anni, all’atto soprassessorio non è seguita alcuna ulteriore determinazione diretta a regolamentare, in via definitiva, l’assetto di interessi investito dall’avversata misura cautelare».

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