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Carabinieri all’ingresso del centro di accoglienza di Villa Signoriello a Irsina

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POTENZA – Il focolaio bengalese di coronavirus è tutt’altro che spento, e continua a far registrare nuovi contagi, anche se al momento appaiono confinati all’interno dei centri di accoglienza di Potenza e Irsina. Oggi stesso, però, è previsto l’arrivo in varie strutture del materano di un altro centinaio di richiedenti asilo tunisini, sbarcati come sempre a Lampedusa. Mentre dal ministero guidato dalla potentina Luciana Lamorgese giurano che stavolta sono tutti risultati negativi sia col test rapido, che nel caso dei bengalesi si è rivelato inattendibile, che col tampone “tradizionale”. Vale a dire con lo strumento considerato più affidabile, che era stato chiesto dal governatore Vito Bardi come condizione per non chiudere i confini regionali.

E’ scattato ieri pomeriggio il nuovo allarme per il rischio di contagi d’importazione in Basilicata. Non appena hanno iniziato a diffondersi le voci, confermate in serata anche dalla Tgr, sull’imminente dislocazione in provincia di Matera di alcuni degli ultimi migranti approdati nelle Pelagie, e poi trasferiti in via provvisoria a Porto Empedocle. Proprio lì dove ieri mattina è stata ufficializzata la notizia della positività di una trentina dei circa 200 ospiti, perlopiù tunisini e bengalesi, di una tensostruttura allestita dalla Protezione civile nel porto.

Probabile, quindi, che il gruppo destinato alla Basilicata sia costituito da quanti sono risultati negativi ai tamponi a tappeto effettuati dai sanitari dell’azienda sanitaria agrigentina, su indicazione del Viminale, tra gli ospiti della tensostruttura.

Intanto, ieri mattina, il bollettino epidemiologico quotidiano diffuso dalla Regione Basilicata ha confermato i due nuovi contagi tra gli ospiti dei centri di accoglienza di Rossellino e dell’ex Ferrhotel di Potenza, dove sono ospitati 39 dei bengalesi arrivati da Lampedusa a metà luglio (11 positivi al covid 19 sono stati trasferiti all’ospedale militare del Celio a Roma la scorsa settimana). A questi, però, andrebbe aggiunto anche un richiedente asilo afgano ospite del centro di accoglienza di Villa Signoriello, a Irsina. Un caso particolarmente preoccupante se si considera che a parte i 12 bengalesi arrivati a metà luglio, risultati tutti positivi al covid 19, restano ospitati nella struttura una cinquantina di altri richiedenti asilo di varie nazionalità.

Per questo nei giorni scorsi, mentre il sindaco di Irsina Nicola Morea insisteva inutilmente per il trasferimento dei contagiati in un’altra struttura, era stata assicurata la separazione dei locali dove sono ospitati gli uni e gli altri. Ma la scoperta del contagio di un’operatrice nigeriana che faceva le pulizie in entrambe le aree ha fatto suonare un primo campanello d’allarme. E ieri è arrivata la conferma ai timori sull’insufficienza delle misure di separazione adottate, che quasi certamente porterà all’estensione per altri 14 giorni della quarantena per chiunque si trovi all’interno di Villa Signoriello. Con le inevitabili tensioni destinate ad accendersi tra quanti non vedevano l’ora di uscire per i motivi più disparati.

Ieri dalla Regione è arrivata anche la notizia della conferma fino al 31 agosto delle disposizioni regionali anti Covid-19. Lo prevede una nuova ordinanza, la numero 31, emanata dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

Rimangono in vigore, in particolare, le “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 9 luglio e recepite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 luglio.

Sono confermate anche le linee guida elaborate dalla task force regionale sia per la ripresa degli sport di contatto e di squadra sia per lo svolgimento in sicurezza di ricevimenti per cerimonie ed eventi simili, insieme alle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità per la manutenzione degli impianti e le misure di sicurezza per le attività del trasporto pubblico locale.

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