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Il ministro Roberto Speranza

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POTENZA – Cala da 1,54 a 1,22 l’indice di contagiosità dei casi di covid 19 accertati in Basilicata. Più che nel resto d’Italia, dove è sceso da 1,18 a 1,08, ma comunque abbastanza per cedere a Lombardia, Toscana e Veneto il podio della infausta classifica tra le regioni italiane alle prese con la pandemia.

E’ questo il quadro tratteggiato dal monitoraggio settimanale dell’andamento della pandemia sul territorio italiano condotto dall’Istituto superiore di sanità.
Ieri pomeriggio le analisi sviluppate negli ultimi giorni, sui dati trasmessi dalle regioni in relazione alla settimana tra il 16 e il 22, sono state illustrate nella consueta riunione a distanza con governo, comitato tecnico scientifico anti covid, e le stesse regioni.

Il risultato è stato un primo allentamento da parte del ministro della Salute Roberto Speranza delle restrizioni in tre regioni che all’inizio del mese erano state dichiarate “zona rossa” e diventano “zona arancione”: Calabria, Lombardia e Piemonte. Mentre Liguria e Sicilia da “zona arancione” diventano “zona gialla”.
In Basilicata, però, è bastata la conferma (almeno fino al 3 dicembre) delle attuali restrizioni a far tirare ai più un sospiro di sollievo.

Nei giorni scorsi, infatti, non erano mancati presagi funesti sulla mannaia pronta a cadere su tutte le attività commerciali non essenziali, che in caso di passaggio alla zona rossa sarebbero state costrette a chiudere. Proprio adesso che sta iniziando la corsa agli acquisti di Natale.

I 21 indicatori utilizzati dall’Istituto superiore di sanità, tuttavia, hanno escluso l’esigenza di una stretta di questo tipo.

I dati diffusi nel pomeriggio dalle agenzie, in realtà, vedevano ancora la Basilicata sotto i riflettori per il suo presunto primato, per la seconda settimana consecutiva, nella graduatoria degli indici di contagiosità registrati nelle varie regioni italiane. Sennonché in serata sono stati diffusi i dati riferiti, sempre, alla settimana tra il 16 e il 22 novembre, ma aggiornati al all’altro ieri. Vale a dire epurati e corretti di una serie di imprecisioni presenti nella loro prima versione. Così in un attimo l’Rt lucano è sceso da 1,25 a 1,22, ed è stato sopravanzato da quelli rilevati in Lombardia (1,24), Toscana (1,23) e Veneto (1,23). Cifre ben distanti, comunque, da quell’1,5 che è il valore soglia prefissato per uno scenario di rischio che suggerirebbe l’imposizione di una “zona rossa”.

A favore di una retrocessione della Basilicata, dal suo ruolo di regione osservata speciale, nel report dell’Istituto superiore della sanità compaiono anche altri dati significativi.

Su tutti il numero posti letto Covid occupati nelle terapie intensive e in area medica, che tra il 16 e il 22 novembre sono rimasti ben al di sotto delle soglie critiche, rispettivamente, del 30% e del 40%. Per i posti letto Covid nelle terapie intensive, in particolare, la Basilicata è rimasta al 21% di occupazione, mentre per quelli in area medica al 36%.

Nelle tabelle diffuse assieme al report dell’Iss, la Basilicata non è indicata tra le regioni a rischio alto (Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Provincia di Bolzano, Puglia, Sardegna e Toscana), bensì tra quelle a rischio moderato dove però è elevata la probabilità di progressione verso un livello rischio maggiore.

Da registrare anche un sensibile miglioramento degli indicatori sulla capacità di monitoraggio della pandemia, che fanno pensare a un recupero delle capacità di tracciamento dei contagi da parte delle aziende sanitarie.

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