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Una vaccinazione

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POTENZA – Solo per tre giorni vaccini «anche senza prenotazione» a chi ha tra i 60 e i 79 anni di età, nelle due tensostrutture allestite poco lontano dal San Carlo di Potenza e dal Madonna delle Grazie di Matera.
E’ arrivata ieri pomeriggio la svolta nella campagna vaccinale in Basilicata, dopo i ritardi emersi nei giorni scorsi proprio nei confronti della popolazione settantenne.

Ad annunciarla è stato il governatore Vito Bardi spiegando che a partire da oggi e fino a mercoledì 14 sarà consentita la vaccinazione a chi si presenterà «dalle 8.30 alle 18.30» nelle due tensostrutture.
Il governatore ha aggiunto che le inoculazioni dovrebbero essere effettuate in «ordine di anzianità», ma non è chiaro cosa possa voler dire in concreto, dal momento che l’età dei “vaccinandi” sarà nota solo al momento in cui si metteranno in fila. Ove fosse consentito ai più anziani di scavalcare i loro quasi coetanei in attesa da ore, insomma, il rischio è che la stanchezza possa alimentare il coro di contestazioni.
Nella nota diffusa ieri dai vertici della Regione è specificato, altresì, che i vaccini inoculati saranno quelli prodotti dalla casa farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca. Vaccini che da qualche giorno vengono raccomandati proprio per la popolazione con più di 60 anni, in seguito all’osservazione di alcuni casi di trombosi provocati dalla forza della reazione immunitaria scatenata nei soggetti più giovani.

Da misurare, quindi, ci sarà anche la risposta della popolazione tra i 60 e i 79 anni ai timori, ingiustificati secondo le autorità, che hanno avvolto il preparato messo a punto nell’università di Oxford. Basti pensare che nei giorni scorsi il numero di persone che lo hanno rifiutato ha raggiunto livelli critici anche in Basilicata. Di qui anche l’esigenza di liberare i magazzini delle scorte accumulate nei giorni scorsi, stimate in qualche decina di migliaia di dosi.

A smuovere gli indecisi, in realtà, rischiano di essere i numeri che emergono dal fronte “caldo” dell’emergenza sanitaria. Più di qualsiasi spiegazione scientifica.
Ieri mattina, infatti, sono stati ben 243 i nuovi contagi registrati dall’unità di crisi anti virus di via Verrastro tra i residenti in regione (su 1.493 tamponi processati). Una cifra che non si vedeva dagli inizi di novembre, quando c’è stato il picco della seconda ondata pandemica. Sebbene allora i livelli di occupazione ospedaliera erano molto inferiori.

Il timore, quindi, è che a breve i 191 ricoverati tra Potenza e Matera (12 dei quali in terapia intensiva) possano superare ampiamente i 200. Mentre la morte di altri due pazienti (1 di Avigliano e 1 di Pomarico), ha portato la conta totale delle vittime lucane della pandemia a 467. Sempre più vicina a quota 500.
Il nuovo picco di contagi, sempre ieri, ha spinto il governatore a confermare le restrizioni anti virus della zona rossa a Palazzo San Gervasio, che oggi era prevista la riapertura di barbieri e negozi vari.

A chiedere di valutare l’estensione per un’altra settimana del blocco degli spostamenti all’interno del comune, e di tutte le attività non essenziali, è stato il sindaco Michele Mastro.
Contattato dal Quotidiano il primo cittadino ha spiegato di essersi rivolto ai vertici della Regione dopo la scoperta di 11 nuovi contagi in paese.

Da oggi, pertanto, anche nel centro dell’Alto Bradano saranno in vigore le stesse limitazioni imposte a Pomarico, Castelmezzano, Satriano di Lucania e San Fele.
Gli altri centri lucani dove ieri si è registrato il maggior numero di nuovi contagi sono stati Potenza (30), Matera (22), Atella (16), Rionero (12) e Melfi (12).

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