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Dura presa di posizione della Fimmg Basilicata, maggior sindacato dei medici di famiglia: bocciata la riorganizzazione della Continuità Assistenziale dell’Asp con Pat e ambulatori mobili. «Metodo sbagliato e servizi a rischio», chiesto il ritiro immediato dei provvedimenti
Si accende il confronto in Basilicata sulla riorganizzazione della Continuità Assistenziale. La Fimmg, principale sindacato dei medici di medicina generale, boccia senza appello i nuovi provvedimenti adottati dall’Asp, che introducono i Punti di Assistenza Territoriali (Pat) e gli ambulatori mobili a partire dal 25 maggio.
A esprimere la posizione è il segretario regionale Antonio Santangelo, che in una nota definisce il piano “sbagliato nel metodo e nel merito” e ne chiede il ritiro immediato.
MEDICI DI FAMIGLIA CONTRO ASP: «ERRORE DI METODO E MANCA IL CONFRONTO»
Secondo la Fimmg, la riorganizzazione della Continuità Assistenziale rappresenta un passaggio inevitabile, considerando che il servizio in Basilicata risulta da anni sovradimensionato rispetto alla popolazione.
Tuttavia, il sindacato contesta la scelta di collegare questa riforma all’avvio delle strutture del Pnrr, come Case e Ospedali di Comunità, delegando di fatto alle Aziende sanitarie locali decisioni che spettano alla programmazione regionale.
Santangelo sottolinea che la Regione avrebbe dovuto guidare il processo, aprendo un confronto strutturato non solo con le organizzazioni sindacali, ma anche con i rappresentanti delle comunità locali. Questo passaggio, secondo la Fimmg, non avviene.
CRITICHE NEL MERITO: «MODELLO IRREALISTICO»
Nel merito, il sindacato evidenzia diverse criticità operative. In particolare l’Asp adotta il provvedimento senza un reale confronto con sindacati e Conferenza dei sindaci. I documenti arrivano solo a ridosso dell’avvio previsto, modificando turni già approvati. Il modello organizzativo richiama norme (Dm 77/2022 e Dgr 600/2024) che non disciplinano direttamente la Continuità Assistenziale.
La Fimmg contesta anche l’impianto dei Pat, che prevede quattro medici per coprire turni fino a 24 ore, senza però una reale dotazione di ambulatori mobili operativi.
Un esempio chiarisce la criticità: un singolo medico in servizio dovrebbe gestire emergenze su territori molto estesi, con spostamenti anche superiori a 30 minuti. In caso di assenza di un presidio vicino, un Pat potrebbe dover coprire comuni distanti oltre 50 chilometri, rendendo difficile garantire interventi tempestivi.
MEDICI DI FAMIGLIA, AMBULATORI MOBILI «SOLO SULLA CARTA»
Particolarmente critica è la valutazione sugli ambulatori mobili, che nel piano risultano privi di una concreta organizzazione operativa.
Secondo il sindacato, le unità mobili restano “declamatorie”, senza personale dedicato né indicazioni chiare sulle modalità di utilizzo, con il rischio di creare disservizi anziché migliorare l’assistenza territoriale.
PNRR E CASE DI COMUNITÀ, TRA RITARDI E INCERTEZZE
La Fimmg richiama anche i ritardi nell’attuazione delle strutture del Pnrr. Dopo quattro anni, alcune Case di Comunità non risultano ancora pienamente operative e vengono attivate in sedi provvisorie.
Persistono inoltre criticità su dotazioni informatiche. Presenza di personale sanitario. Coperture assicurative per i medici. Organizzazione delle attività
Nonostante questo quadro, la medicina generale firma un accordo aziendale per garantire l’avvio dei servizi, confermando la disponibilità della categoria.
LA RICHIESTA, RITORNO IMMEDIATO E NUOVO TAVOLO REGIONALE
La Fimmg ribadisce il proprio no al riordino attuale della Continuità Assistenziale e chiede Il ritiro immediato dei provvedimenti dell’Asp. Oltre all’apertura di un tavolo regionale con Regione, Asl, sindacati e Anci e la definizione condivisa di un nuovo modello organizzativo
L’obiettivo, conclude Santangelo, è costruire un sistema che garantisca davvero la continuità dell’assistenza su tutto il territorio lucano, senza penalizzare le aree più periferiche.
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