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Il centro oli di Val D'Agri

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POTENZA – Il Covid «ha avuto un impatto significativo» sull’economia della Basilicata, che nei mesi precedenti «era risultata in lieve flessione»: alcuni «segnali di un parziale recupero sono emersi nei mesi estivi, ma rimangono condizionati dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria. Le ricadute si sono dispiegate nei primi nove mesi su tutti i principali settori produttivi», con il credito che ha «nel complesso accelerato rispetto alla fine dello scorso anno, sostenuto soprattutto dalle misure straordinarie del governo e dall’accresciuto fabbisogno di liquidità derivante dalla sospensione delle attività» E’ quanto emerge dal rapporto di Bankitalia sull’economia regionale della Basilicata, presentato ieri in videoconferenza.

Per quanto riguarda «uno dei due pilastri dell’economica lucana», ha detto il direttore della filiale di Potenza della Banca d’Italia, Maurizio Mincuzzi, ovvero l’automotive, le vendite di auto prodotte nello stabilimento di Melfi della Fca sono in flessione nel 2019, e hanno continuato a ridursi, «riflettendo il brusco calo nei mesi di lockdown, cui è seguita però una ripresa». Più in generale, nel manifatturiero il 64% delle imprese ha registrato un calo primi nove mesi (per circa un terzo delle imprese è superiore al 15%). Il saldo tra la quota di imprese in crescita e quelle in calo è risultato negativo per 50 punti percentuali.

La produzione di petrolio è invece aumentata del 27% nei primi otto mesi dell’anno: la crescita è riconducibile alle attività per la concessione Gorgoglione (Tempa Rossa), mentre quella in Val d’Agri è diminuita. Il valore della produzione, «che risente dei corsi petroliferi, è risultato in forte calo»: la flessione «inciderà sulle royalties devolute alla Regione Basilicata e ai Comuni lucani».

Nel primo semestre, più in generale, le esportazioni sono diminuite «in misura consistente» (-36,8%) e «più intensa» rispetto al Mezzogiorno (-15,4) e alla media nazionale (-15,3). L’emergenza sanitaria ha colpito anche il settore delle costruzioni: nel residenziale, le compravendite sono calate del 29,6% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche le compravendite di immobili non residenziali sono calate. I prezzi delle case, «che reagiscono con ritardo all’evoluzione del quadro macroeconomico rispetto alle vendite», sono diminuiti lievemente. Più in generale, secondo i ricercatori di Bankitalia, l’economia lucana resta «in un contesto di economia globale, oltre che italiana: i recenti dati del Fondo monetario internazionale per il 2021 prevedono un forte recupero, con una ventata di ottimismo legata al vaccino e alla nuova politica economica americana. Questo dovrebbe avere effetti positivi per il 2021, su scenari globali e che sulla Basilicata potrebbero avere buoni effetti, ma è difficile fare pronostici a lunga gittata».

In Basilicata il blocco dei licenziamenti e gli ammortizzatori sociali, nel 2020, «hanno mitigato le conseguenze della crisi pandemica sull’occupazione»: nel primo semestre si è ridotta del 1,9%, con quattromila occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-2,6% nel Mezzogiorno e -1,7% nella media nazionale), ma «molto meno rispetto alle ore lavorate (-21,7%).

Sempre secondo i dati illustrati ieri a Potenza del rapporto di Bankitalia sull’economia regionale della Basilicata, la pandemia ha anche «acuito le difficoltà nella ricerca di lavoro»: nel primo semestre il numero di disoccupati si è ridotto «in misura marcata» in Basilicata. Il numero di ore di cig autorizzate «è più che raddoppiato nei primi nove mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». Tra marzo e giugno circa il 51% dei lavoratori dipendenti e il 58% delle imprese «ha beneficiato di un trattamento di integrazione salariale». Con riferimento all’indennità di 600 euro introdotta dal decreto «cura Italia», al 19 giugno erano state accolte circa 48mila domande, pari al 26% degli occupati in regione.

Questi dati hanno quindi influenzato i redditi familiari (-3,5%), pur se in modo «attenuato dalle misure di sostegno». E’ cresciuto il ricorso al Reddito di cittadinanza (Rdc): nei primi nove mesi dell’anno circa 12 mila famiglie hanno beneficiato di almeno una mensilità, quasi 1.700 in più rispetto al totale del 2019. Gli individui coinvolti, circa 26 mila, rappresentano il 4,6% della popolazione regionale (10,3% nel Sud e 5,4 nella media italiana). La spesa familiare si «è ridotta in misura più intensa» rispetto al reddito (-9,4%), e la domanda di mutui e di credito al consumo, per le famiglie, ha rallentato, «riflettendo il calo delle compravendite di immobili e dei consumi: la crescita dei prestiti bancari ha rallentato a partire da marzo, per poi affievolirsi ulteriormente nei mesi estivi».

Nei primi otto mesi del 2020, secondo dati provvisori dell’Apt, le presenze turistiche nelle strutture ricettive «si sono più che dimezzate», la flessione è stata più marcata per la componente straniera, e sulla dinamica ha inciso «il minor afflusso nella città di Matera», con un -60% delle presenze nei primi otto mesi, «nonostante ad agosto i turisti italiani siano risultati in crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: sul calo delle presenze potrebbe aver inciso anche la conclusione degli eventi legati alla Capitale Europea della Cultura 2019».

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