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MATERA – In gergo finanziario si chiamano Buoni fruttiferi postali della serie Q, che in pratica si traducono con soldi investiti da centinaia di risparmiatori lucani, ed oggi a forte rischio di parziale perdita.

Per questa ragione, la Federconsumatori Basilicata ha promosso un’azione collettiva, per ottenere la liquidazione dei Buoni della serie Q, emessi dopo il 1 luglio 1986 e riscossi entro il 19 maggio prossimo.
«Finalmente i cittadini potranno ottenere quanto gli spetta. -fanno sapere da Federconsumatori Basilicata con Michele Catalano- Da anni siamo impegnati nella tutela di coloro (e sono tanti), che avevano scelto di tutelare i propri risparmi, sottoscrivendo Buoni fruttiferi postali e, al momento della riscossione, si sono visti riconoscere un importo nettamente inferiore al dovuto».

In Basilicata sono centinaia, anche perché in quegli anni questa forma di investimento era competitiva persino sui titoli bancari, pertanto moltissimi agricoltori all’epoca benestanti e la classe borghese lucana li ha preferiti. Una vera e propria ingiustizia, quella di non vederseli riconosciuti nel loro reale valore, che ha sottratto a migliaia di cittadini somme a volte anche ingenti: basti pensare che, per un Buono fruttifero serie Q emesso a maggio (dal 1988 al 1995) per il valore iniziale di 5.000.000 di lire, il mancato riconoscimento da parte di Poste italiane Spa e Cassa depositi e prestiti Spa, ammonta a ben 3.773,49 euro.

«Per far valere i diritti di questi risparmiatori -spiegano ancora da Federconsumatori Basilicata- e per permettere loro di ottenere il giusto riconoscimento del danno subìto, abbiamo deciso di avviare un’azione collettiva, rivolta a tutti i possessori di Buoni fruttiferi postali serie Q, emessi dopo il 1 luglio 1986 e riscossi entro il 19 maggio prossimo. Aderire è semplice, basta contattare i nostri sportelli di Potenza e Matera e inviarci i dati necessari per predisporre l’azione collettiva che, lo ricordiamo, permette di far valere in una sola azione e con costi estremamente contenuti i diritti di molti cittadini vittime della stessa ingiustizia.

Siamo convinti che, uniti riusciremo ad ottenere il riconoscimento dei diritti dei possessori di Buoni fruttiferi a cui sono state sottratte, ingiustamente e spesso in modo sottaciuto, ingenti quote dei propri risparmi. -concludono da Federconsumo- Invitiamo tutti i cittadini interessati ad aderire al più presto. Informiamo tutti i possessori di Buoni fruttiferi postali, potranno ottenere attraverso i nostri Sportelli informazioni e assistenza legale a livello territoriale anche per il riconoscimento del giusto importo di Buoni, che non rientrano nella casistica dell’azione collettiva».

Negli ultimi anni si sta assistendo a una serie di sentenze riguardanti il tema dei Buoni fruttiferi postali, tutte vinte contro Poste italiane, ma non sempre è semplice districarsi fra legislazioni e timbri e, di conseguenza, portare avanti in maniera autonoma la propria battaglia personale. La situazione, infatti, resta spinosa in quanto i motivi per cui i tassi del Buono non corrispondono, in molti casi, a quanto riscosso dal risparmiatore.

Nel 1973 venne emanata una legge che permetteva al ministero del Tesoro di poter abbassare il tasso di interesse anche dei Buoni già sottoscritti; legge di cui il ministero beneficiò a partire dal 1986. Le serie antecedenti alla Q, quindi la M – N – O – P vennero tutte equiparate alla nuova serie emanata nell’86, la quale aveva dei tassi di interesse decisamente inferiori a quelle precedenti.

Molte sentenze si sono chiuse favore di Poste italiane, mentre solo una minoranza a favore dei consumatori. Questo perché, appunto, non è semplice aprire un contenzioso nei confronti di quello che è un atto legislativo.

Poste italiane, nonostante dovesse applicare la nuova serie, utilizzava ancora i Buoni precedenti. Una serie di azioni amministrative hanno complicato la situazione: non sempre, infatti, venivano applicati i timbri, oppure venivano applicati nel lato sbagliato, o ancora venivano indicati tassi d’interesse sfavorevoli rispetto alla serie di riferimento. In questo caso ci sono già diverse sentenze vinte a favore dei consumatori, i quali hanno diritto alla riscossione di una parte dell’investimento, che non è stata conteggiata a suo tempo.

Per confermare l’adesione, sarà richiesto di iscriversi alla Federconsumatori e versare un contributo di 50 euro. L’associazione invita a visitare il sito Federconsumatoribasilicata.it, o la pagina Facebook Federconsumatori Basilicata Aps o visita il sito www.serieq.it.

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