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Promosso il bilancio in Regione ma non mancano eccezioni e rilievi: la Corte dei conti attenziona i tati sulla sanità; Allarme per i ritardi sul Pnrr e lo «stallo» nella gestione delle royalty


POTENZA – Segnali positivi ce ne sono. Soprattutto rispetto alla capacità di «mettere in sicurezza il conseguimento dei target di spesa e di evitare il definanziamento automatico» di piani nazionali ed europei. Ma sulla sanità c’è ancora tanto da lavorare. E persiste lo «stallo» nella gestione delle royalty per il petrolio e il gas.
Lo hanno messo nero su bianco i magistrati della sezione di controllo della Corte dei conti che ieri hanno promosso il rendiconto di bilancio 2024 della Regione Basilicata. Con giusto tre «eccezioni» per il fondo crediti di dubbia esigibilità e il fondo di garanzia debiti commerciali, che sarebbero risultati sottostimati, e un’economia di spesa non contabilizzata.

Durante l’udienza del giudizio di parifica sono intervenuti il presidente della sezione di controllo, Giuseppe Tagliamonte, e i relatori: Elisabetta Midena, Lorenzo Gattoni e Antonella Romanelli.
Midena si è soffermata, tra l’altro, sulle inefficienze della macchina amministrativa e «la tardiva attivazione» della gara milionaria per l’assistenza tecnica, «che avrebbe potuto costituire una leva importante per una migliore performance». Con cinque proroghe in serie sulla scorta di motivazioni che «presentano ampi margini di miglioramento».

PROGRAMMI DI INVESTIMENTO PNRR: L’AFFANNO E LA RACCOMANDAZIONE DELLA CORTE

Significative anche le conclusioni del monitoraggio – al 31 dicembre 2024 – dei programmi di investimento del Pnrr, su cui si registra un certo «affanno». Con una media tra le varie “missioni” del 44% di somme già impegnate, che scende fino al 5% per “rivoluzione verde e transizione ecologica”. Di qui la raccomandazione della Corte, considerate le scadenze nel 2026, a uno sforzo per evitare le sanzioni previste in caso di ritardi.
Midena ha segnalato anche l’«appiattimento verso l’alto delle valutazioni dei dirigenti» della Regione. Tema ripreso anche da Gattoni per i dirigenti di vertice delle aziende sanitarie lucane. Con la presa d’atto del mancato, o solo parziale raggiungimento degli obiettivi prefissati per il quadriennio 2017-2020, e dei ritardi nelle valutazioni per il quadriennio successivo.

La sezione non ha nascosto le sue perplessità, poi, rispetto alla conferma per un altro anno nell’incarico del direttore generale del San Carlo Giuseppe Spera, decisa a dicembre del 2024 nonostante gli obiettivi di mandato mancati. Perplessità condivise, tra l’altro, con la procura regionale che nelle scorse settimane ha spiccato un invito a dedurre per un’ipotesi di danno erariale da 273mila euro per Bardi e i suoi assessori.
Tutt’altro che consolante la diminuizione da 84 a 81milioni di euro del saldo tra mobilità sanitaria in entrate e uscita.

Al riguardo Gattoni ha citato l’«indice di fuga» elaborato da Agenas per il Secondo Rapporto sulla Mobilità Sanitaria in Italia. Rapporto in cui si legge che nel 2023 la Basilicata: «mostra una elevata propensione al ricovero in fuga (35,77%), collocandosi al secondo posto della classifica nazionale, dietro soltanto alla Regione Molise (41,63%) e con un netto divario rispetto alla Provincia Autonoma di Bolzano che si distingue per il numero più basso di ricoveri in fuga rispetto al fabbisogno di prestazioni espresso dai propri residenti (5,61%)».

LE CRITICITA’ DEL SERVIZIO SANITARIO

La Corte ha ricordato le criticità del servizio sanitario testimoniate dal peggioramento dei livelli di assistenza garantiti nei vari distretti regionali: «a conferma delle difficoltà nel garantire una rete territoriale solida, capace di assicurare servizi di base, assistenza domiciliare e cure di prossimità». Come pure i ritardi accumulati sugli investimenti dal momento che delle 19 case della comunità e dei 5 ospedali di comunità previsti dal Pnrr, «nessuno è stato dichiarato attivo».
Nelle relazioni diffuse a margine dell’udienza di ieri, segnalati anche ritardi nell’approvazione dei bilanci di Regione ed enti controllati. Ma anche la falsa partenza del “controllo analogo” su Acquedotto lucano spa, che la legge richiede per l’affidamento senza gara di servizi pubblici quale è la gestione del servizio idrico integrato in Basilicata.

Sul punto, però, Gattoni ha aggiunto che andrebbe garantita «adeguata rappresentatività» ai 119 comuni lucani soci, titolari del 51% delle quote, «al fine di evitare che la Regione Basilicata nella sua qualità di socio di maggioranza (…) possa esercitare, in via esclusiva, un’influenza dominante e, in ultima analisi, una forma solitaria di controllo analogo, a fronte della condizione di debolezza strutturale degli altri enti soci derivante dal ben noto possesso di quote pulviscolari al capitale sociale».
Contestato, infine, l’incremento della spesa relativa ai compensi dei consiglieri di amministrazione dell’Ente Parco Chiese Rupestri Matera («+30,49%») e dell’Ente Parco Gallipoli Cognato («+143,82%»). Sulla scorta di una dubbia estensione della legge che nel 2021 ha incrementato le indennità di sindaci e amministratori locali.

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