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MATERA – Aspettare un anno e mezzo per una visita di controllo, con addosso un diabete cronico, è già di per sè un dramma. Doverlo fare a causa del Covid induce a stringere i denti, seppure con tanta paura, per il timore di potersi infettare in ospedale. Poi si vede la luce in fondo al tunnel, perché in un periodo di tregua armata contro il virus si riaprono le prenotazioni, e con esse la speranza di controllare il piano terapeutico, per evitare danni irreversibili alla salute. Così si ottiene la tanto agognata prenotazione per visita diabetologica a fine agosto: sembra la fine di un incubo, un segnale di sanità che si riscatta. Invece no.

Perché il 29 luglio, un mese prima, arriva la fredda telefonata di un amministrativo dell’Azienda sanitaria materana, che annuncia: la visita è rinviata sine die, ovvero senza una data alternativa. Subentra la comprensibile disperazione del paziente, che inizia a protestare con medici e responsabili, pur sapendo che l’indignazione finirà contro un muro di gomma. Quindi, malato cronico di diabete con possibili gravi ripercussioni cardiologiche, dovrebbe “attendere fiducioso” un’altra telefonata per nuova visita chissà quando.


Non è una storia romanzata di fantasia, ma la vicenda raccontata al Quotidiano da un cittadino della provincia di Matera, che preferisce rimanere anonimo, pur avendo noi verificato ciò che ci racconta. Ma l’indignazione diventa rabbia, quando il cittadino scopre che la stessa visita potrebbe farla tra pochi giorni in regime di intramoenia, ovvero privata in struttura pubblica, magari, e questa ha tutta l’evidenza di una beffa, dallo stesso medico che non può visitarlo a fine agosto come paziente prenotato nel pubblico.

Una gravissima ingiustizia, che il Quotidiano aveva già denunciato nei mesi scorsi durante il lockdown, e che continua drammaticamente ripetersi. Quindi, chi ha 120 euro da spendere può farsi visitare subito, chi vuole pagare solo il ticket non ha data per la visita. Un sistema marcio, che non può e non deve continuare, perché va bene pure il diritto del medico a visitare in intramoenia, ma dovrebbe essere subordinato al previo abbattimento delle liste d’attesa, altrimenti è un inganno legalizzato.

Come il paziente del Materano, nei giorni scorsi il Quotidiano aveva raccontato il caso della malata di Sclerosi multipla di Avigliano, anche lei senza visite di controllo da oltre un anno, costretta a rivolgersi al servizio privato. La sanità non può e non deve essere un lusso, così si gioca con la vita delle persone.

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