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ROCCANOVA – Secondo i familiari avrebbe dovuto essere un intervento di prevenzione, senza rischi, ma non è andata così e, purtroppo, Antonietta Faillace, originaria di Roccanova, è morta sabato scorso all’ospedale di Policoro dopo aver subito un’operazione all’utero ed a soli 47 anni. Da quanto abbiamo appreso la donna era stata ricoverata venerdì scorso, presso il reparto di ostetricia e ginecologia.


Su quanto accaduto sta indagando la Procura della Repubblica di Matera che ha anche disposto l’autopsia sulla salma, che potrebbe essere eseguita nella giornata di oggi.
Al momento sarebbero indagate quindici persone e le ipotesi di reato sarebbero lesioni e omicidio colposo.


«In precedenza aveva effettuato il raschiamento – ci dice Anna Giovinazzo, cognata della defunta – e, per evitare rischi, in via preventiva le era stata consigliata l’asportazione dell’utero. Ma non ci era stato presentato come un intervento pericoloso, per cui non avrebbe dovuto correre alcun rischio. Mia cognata era entrata in sala operatoria verso le 9 del mattino di sabato 31 luglio per uscirne dopo le 13, quando era tornata normalmente in reparto. Il marito l’aveva vista dopo l’intervento e, in quella occasione, l’aveva fatta parlare telefonicamente con il figlio ed altri parenti ai quali aveva riferito di sentire solo un senso di stanchezza, probabilmente dovuto all’anestesia locale».


«In seguito – prosegue la signora Giovinazzo – il marito era stato allontanato dal reparto a causa delle restrizioni dovute al Covid. Ma, dopo le 14, mia cognata non ha più risposto a nessuna chiamata. Tornato in ospedale al marito, insieme con il figlio ed altri familiari che lo avevano raggiunto verso le 17, nonostante l’imminente orario delle visite, veniva negato l’accesso in reparto al punto da spingere il figlio a chiedere l’intervento dei carabinieri».

I familiari hanno sporto denuncia dichiarando nella querela che, intorno alle 18,30, ovvero quando stava per terminare l’orario delle visite, i medici del reparto avrebbero convocato il figlio ed il marito della signora Faillace per informarli della sua morte, precisando che l’intervento sarebbe «andato bene» ma che il decesso sarebbe avvenuto «all’improvviso, verosimilmente per un arresto cardiocircolatorio».


La famiglia è rappresentata dagli avvocati Umberto D’Alessandro e Antonio Uricchio e lo stesso D’Alessandro ci ha confermato la natura dell’intervento chirurgico, spiegandoci che avrebbe dovuto essere di «routine», aggiungendo che oggi, intorno a mezzo giorno, dovrebbero trovarsi in Procura per la nomina dei consulenti tecnici e, nel pomeriggio, potrebbe essere effettuato l’esame autoptico.

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