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NON c’è solo la farmacia comunale di La Martella, tra i finanziamenti dell’Investimento integrato territoriale (Iti), che il Comune di Matera perde per la sostanziale inerzia rispetto ai solleciti dell’Autorità regionale di gestione (Adg). Salteranno quasi certamente anche gli alloggi Ater, progetto da 1,5 milioni in via Giustino Fortunato, da realizzare al posto di un immobile oggi in disuso, che dovrebbe essere abbattuto; il tutto entro dicembre 2023.

Un intervento, peraltro, fortemente contrastato dal Comitato civico dei residenti, che preferirebbe realizzare lì un centro di quartiere. I 300mila euro destinati alla realizzazione della farmacia comunale di La Martella, sono già in fase di revoca, per le inadempienze degli uffici comunali (probabilmente poco spronati anche dall’organo politico), rispetto alle richieste pressanti dell’Adg, partite novembre 2020, fino all’agosto scorso, quando ha reso noto che chiederà all’assessore regionale competente la revoca del finanziamento.

Un fatto gravissimo, di cui qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità; invece l’assessore competente, Graziella Corti, pur sensibilizzata via messaggio dal Quotidiano, dopo diverse telefonate senza risposta, non ha ritenuto opportuno fornire alcuna spiegazione, o chiarimento.

Per l’assessore Rossella Nicoletti (che pure non ci ha risposto alle chiamate), rispetto agli alloggi Ater, che saranno i prossimi a saltare, parlano chiaro i verbali dei Comitati tecnici che si sono succeduti da maggio allo scorso 3 agosto, quando l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Donatella Merra, ha indicato la data perentoria di ieri (9 settembre), per adottare la delibera di consiglio comunale che chiude il procedimento, pena anche in questo caso, la richiesta di revoca del finanziamento all’assessore.

Ovviamente, ieri non si è riunito alcun consiglio comunale, quindi se Merra dà seguito concreto a quanto messo nero su bianco durante il comitato, anche gli alloggi Ater di via Giustino Fortunato sono persi, con buona pace dei residenti, ma non delle tante famiglie materane che non possono permettersi di pagare né un affitto in linea con gli standard cittadini, né tantomeno il mutuo per un’abitazione.

Anche in questo caso, oltre all’oggettivo ostacolo costituito dal dissenso dei residenti, l’Adg ha registrato un torpore nella gestione della pratica da parte degli uffici comunali. Infatti, dopo aver assodato che l’immobile esistente va abbattuto e che i costi (70mila euro) devono essere a carico del Comune, che deve trovare altre fonti di finanziamento extra Iti, a maggio scorso i tecnici comunali indicavano l’aggiudicazione dei lavori il 30 novembre 2021, l’inizio lavori il 15 gennaio 2022 e addirittura la fine il 15 marzo 2023, ovvero 8 mesi prima della scadenza Iti.

Un cronoprogramma bellissimo, che già il 22 giugno veniva rettificato dall’assessore Nicoletti e dai tecnici comunali, con la necessità di prendersi almeno un altro mese per la comunicazione ai confinanti, prima degli adempimenti consiliari per il permesso a costruire. L’Adg aveva evidenziato con rammarico che “l’adempimento non era stato ravvisato e reso noto dal Comune nelle precedenti riunioni di novembre 2020 e maggio 2021”. Nicoletti aveva, quindi, chiesto due mesi di proroga per ciascuna delle fasi del cronoprogramma condiviso.

Già in quella sede, l’Adg disse che, se entro il 31 luglio 2021 non si provvedeva al rilascio del permesso a costruire, avrebbe proposto la revoca del finanziamento dell’intervento all’assessorato competente ed alla Giunta, “in quanto sussisterebbe il rischio di non ultimare l’operazione entro il 31 dicembre 2023, tenuto conto anche che, a causa dell’ulteriore slittamento delle scadenze, viene disatteso l’invio del progetto alla Stazione appaltante regionale”. Nell’ultimo Comitato, il 3 agosto, la responsabilità dei ritardi è stata addossata alla Commissione consiliare comunale, che non aveva ancora licenziato il provvedimento. L’Adg ha, quindi, fissato la data limite del 31 agosto per audire i residenti e procedere, cosa che non è avvenuta. Un ritardo voluto dalla commissione, per non scontrarsi con i cittadini, o inadempienze tecniche e politiche? Sta di fatto che i fondi per gli 11 alloggi Ater si perderanno.

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