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Raffaello De Ruggieri ex sindaco di Matera

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MATERA – «Sono chiaramente tranquillissimo, continuo a dormire sonni sereni, c’è stato evidentemente “qualche ruggito” che ha prodotto quest’indagine ma da ex sindaco sono rispettoso del lavoro equilibrato e obiettivo dei magistrati». E’ prudente ma non si sottrae ad un commento sull’indagine in corso l’ex sindaco della città di Matera Raffaello De Ruggieri che è oggetto insieme ad altre 37 persone di un’indagine, i cui termini sono stati prorogati al 1 ottobre dopo una richiesta recente della Procura e che stando all’intensa giornata passata al Comune dagli uomini della Guardia di Finanza lunedì e che ha visto portar via molti documenti soprattutto dal terzo piano della struttura di via Moro interessa in particolar modo il settore lavori pubblici anche se qualcosa in termini di documenti sarebbe stato preso anche dal settore urbanistica.

«Ma noi non abbiamo fatto appalti ma solo progetti in questo periodo, le uniche strutture su cui si è materiamente intervenuti sono state quelle scolastiche per le modalità legate al Covid» aggiunge ancora De Ruggieri che poi conclude: «l’unica cosa che posso aggiungere è che parallelamente all’avvio di quest’indagine ve ne è stata una di diverso ambito portata avanti dalla Fondazione Etica della Luiss su richiesta del Governo che ha verificato una serie di vari indicatori e che ha stilato una graduatoria del rating dei diversi capoluoghi di provincia italiani ponendo Matera al secondo posto a livello nazionale per qualità amministrativa». Una valutazione di qualità nella gestione amministrativa che evidentemente, visto l’accostamento, stride con le ipotesi di reato che sono al centro dell’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica della città dei Sassi.

Di certo le ipotesi di reato al centro delle indagini vanno dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta, alla corruzione in atti d’ufficio, alla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, al falso ideologico in atto pubblico, fino al concorso di reato e alla continuazione del reato stesso. Oltre all’ex sindaco, Raffaello De Ruggieri ci sono gli ex consiglieri comunali Angelo Bianco, Giovanni Scarola, Francesco Paolo Manicone, Vito Tralli, Antonio Iacovone, Gianfranco De Mola, Mario Morelli; il dirigente ai Lavori pubblici del Comune, Franco Gravina; il dirigente dell’ufficio tecnico della Provincia, Domenico Pietrocola, e vari funzionari pubblici, professionisti e imprenditori, come Giuseppe Gandi, Antonio Vammacigno, Nunzio Paolicelli, Pierluigi Piselli, Giovanni Dichio, Bartolomeo Dichio, Antonio Sagaria, Bruna Di Cecca, Antonio Montemurro, Eustachio Lunalbi, Claudio Nuzzaci, Antonio Mazzeo, Filippo Venditti, Fabrizio Palmiotti, Umberto Rosatella, Biagio Ferrara, Gianluca Esposito, Venantina Capolupo, Michela Sardone, Roberto Tommaselli, Vincenzo Dottorini, Nicola Fabrizio, Daniele Tagliente, Giovanni Giorgialongo, Fabio Mazzilli, Valentino Ruzzi, Tommaso Di Bari, Romano De Pace.

L’indagine costituisce un secondo filone rispetto ad un’altra inchiesta che riguarda l’Ater avviata nella seconda metà del 2018. La parte di indagine che coinvolge il Comune riguarda con ogni probabilità un fronte temporale di circa 12 mesi tra il 2019 e il 2020 che è proprio il periodo nel quale l’Amministrazione comunale si concentra su opere nevralgiche da piazza della Visitazione alla Tangenziale che sono attese da molto tempo e su altre opere come la Casa delle Tecnologie e la nuova scuola Torraca. Interventi per i quali si tenta dichiaratamente un’accelerazione anche nei “tempi supplementari” cioè nel periodo oltre la fine consueta della consiliatura che il Covid ha allungato. Opere alcune delle ultime per le quali lo stesso Comune aveva indicato la Provincia come stazione unica appaltante.

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